<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492</id><updated>2012-02-16T07:48:13.844+01:00</updated><category term='mobile'/><category term='internet of thing'/><category term='barcamp'/><category term='media'/><category term='Windows Mobile'/><category term='interazione'/><category term='democrazia'/><category term='citizien journalism'/><category term='locale'/><category term='Control'/><category term='tecnologia'/><category term='realtà aumentata'/><category term='social'/><category term='youtube'/><category term='Interaction'/><category term='servizi'/><category term='robotica'/><category term='Apple'/><category term='assistenza'/><category term='valore'/><category term='ricerca'/><category term='Augmented Reality'/><category term='Web'/><category term='internet degli oggetti'/><category term='iperlocale'/><category term='AR'/><category term='lovemarks'/><category term='consumatore'/><category term='tokyo'/><category term='book-e'/><category term='cultura'/><category term='fandom'/><category term='culture partecipative'/><category term='ecosistema'/><category term='video'/><category term='relazioni'/><category term='tv'/><category term='realtà totale'/><category term='iOS'/><category term='metatag'/><category term='Android'/><category term='medicina'/><category term='televisione'/><category term='social network'/><category term='bisogni'/><category term='wikileaks'/><category term='facebook'/><category term='user experience'/><category term='futuro del giornalismo'/><category term='mobilità'/><category term='Nokia'/><category term='università'/><category term='storytelling'/><category term='informatica'/><category term='diritti'/><category term='experience'/><category term='codici QR'/><category term='bioinformatica'/><category term='Symbian'/><category term='scenari digitali'/><category term='economia'/><category term='civilta'/><category term='libertà digitali'/><category term='nicchie'/><category term='moviecamp'/><category term='spime'/><category term='marketing'/><category term='design'/><category term='maslow'/><category term='Torino'/><category term='tagging'/><category term='Drone'/><category term='user generated contents'/><category term='social media'/><category term='UGC'/><category term='blogging'/><category term='applicazioni'/><category term='telco'/><category term='brand'/><category term='futuro'/><category term='google'/><title type='text'>Scenari Digitali 2011</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/_ycoM9bBv_Ws/TFrAoEMzU-I/AAAAAAAAAJo/k9rG0OxK3ew/S220/idea.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>26</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-5162734733954087425</id><published>2011-01-15T23:25:00.000+01:00</published><updated>2011-01-15T23:25:26.702+01:00</updated><title type='text'>Roberto Scano - Vedo, prevedo, e mi sbaglio...</title><content type='html'>&lt;div&gt;"&lt;em&gt;Prevedere è meglio che curare&lt;/em&gt;". Consentitemi questa "variante" ad una frase d'effetto che viene sempre citata nelle pubblicità di tipo medico-sanitario con un semplice obiettivo: invitare le persone a prendere cura di se stessi per non dover intervenire successivamente con terapie maggiormente invasive. Spesso quindi basta poco per garantire la "felicità".&lt;br /&gt;Qualcuno si chiederà cosa c'azzecca questa premessa con gli "Scenari Digiali 2011". Per ragionare del 2011, ovvero per "curare" l'evoluzione della comunicazione e l'uso delle nuove tecnologie, è necessario guardarsi indietro ed analizzare cosa era stato previsto. Era stato previsto il boom di social network alternativi a facebook, perchè facebook è troppo generalista: la previsione è stata smentita e ad oggi Facebook è in costante crescita e grazie ad accordi con partner d'eccellenza (tra cui Microsoft per il motore di ricerca Bing) potrà garantire nuove sorprese nel corso di quest'anno. Era stata sancita la morte di skype a favore del voip "diretto": ad oggi non ho notato tale preannunciato sorpasso, ma si nota sempre più l'espansione di skype che di recente ha acquisito servizi per il miglioramento delle comunicazioni video.&lt;br /&gt;In ambito mobile, era considerato impossibile superare nelle vendite iphone: il mercato reale sta dimostrando una maggiore diffusione delle soluzioni basate su google Android. Sempre nel 2010 si era parlato del nobel ad Internet, bolla (mediatica) andata in fumo in poco tempo.&lt;br /&gt;Ora si sente parlare di "banda larga", di "wi-fi libero" con l'idea che le "battaglie" per la loro diffusione possano garantire la crescita della cultura digitale, delle opportunità di business, del "paese Italia". Ma se andiamo a vedere i dati, ci rendiamo conto che siamo uno dei primi paesi al mondo per l'uso dei social network (siamo secondi solo al Brasile), abbiamo un numero di cellulari pro-capite da far invidia a paesi con PIL altamente superiore al nostro, abbiamo banda larga disponibile in gran parte del paese (meno dove magari realmente serve...).&lt;br /&gt;Che evoluzione ulteriore può avere quindi l'apertura di wi-fi o la fornitura di moltissima banda se mancano le idee per inserirli nel ciclo dell'economia? Che senso ha ad esempio avere aziende ad alta innovazione se non sono conosciute e/o se i loro prodotti non raggiungono il target previsto in quanto non hanno al loro interno figure che sanno usare nuove forme di comunicazione? La sfida del 2011 a mio avviso deve essere l'alfabetizzazione aziendale all'uso delle nuove tecnologie di comunicazione in rete, il coinvolgimento di persone con reale esperienza sul campo (persone che possono dimostrare nei fatti, con case history, la reale crescita di aziende/prodotti grazie al loro lavoro).&lt;br /&gt;Non è quindi importante chi emergerà, chi galleggerà e chi sparirà: l'importante è che cominci ad esser chiaro che le tecnologie ci sono, le case history pure e che pertanto è inutile affidarsi ai miraggi e/o attendere azioni di terzi per innovare i processi di comunicazione in azienda. Ma, consentitemi, non solo aziendali: siamo una società che si basa su servizi e mi aspetterei un 2011 in cui anche le PA si riorganizzano per erogare servizi tramite i nuovi canali di comunicazione, supportati anche dalla recente riforma del Codice dell'Amministrazione Digitale). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-5162734733954087425?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/5162734733954087425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/roberto-scano-vedo-prevedo-e-mi-sbaglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/5162734733954087425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/5162734733954087425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/roberto-scano-vedo-prevedo-e-mi-sbaglio.html' title='Roberto Scano - Vedo, prevedo, e mi sbaglio...'/><author><name>Roberto Scano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13541381409039145945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_VldeRqyDuhw/TTFTIY6vLpI/AAAAAAAAAB8/1yDoJ1YhfnI/S220/n1482594317_30345185_811256.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-8722303870342755721</id><published>2011-01-09T15:47:00.008+01:00</published><updated>2011-01-09T16:31:43.431+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mobile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='social media'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='applicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mobilità'/><title type='text'>Roberto Cipollini - L'anno delle applicazioni e dei giovani imprenditori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.robertocipollini.it/wp-content/uploads/2011/01/apple_infographic_small.png"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 133px; height: 384px;" src="http://www.robertocipollini.it/wp-content/uploads/2011/01/apple_infographic_small.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 2011 sarà un anno ricco di applicazioni. Più di quanto lo sia stato il 2010.&lt;br /&gt;Siamo bombardati di continuo da notizie, statuses, feeds, foto, video e tantissime altre informazioni. C'è un overlaod di fatti, contenuti ed informazioni. Sono le applicazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2011 segnerà la comparsa (e scomparsa) di tantissime nuove applicazioni tramite cui queste informazioni girano nella rete. E gli artefici di questo scenario sono giovani imprenditori, visionari, sognatori o solamente ferengi, che dedicheranno il loro tempo a realizzare un’altra application killer, quella che farà il botto e raggiungerà la fantasmagorica soglia del triliardo di utenti in una settimana (il sogno erotico di ogni vero nerd :).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno mi chiede verso cosa ci porta questa evoluzione, la mia risposta è che dipende tutto dall'ampiezza con cui ciascuno di noi riesce a guardare lo scorrere dell'era digitale, dell'evolversi del presente.  Più ampia è la visuale, maggiore sono gli elementi che ci permettono di capire quello che succede intorno a noi. Identificare i dettagli poi è tutt'altra storia. Quello che vedo è un mondo ancora da scoprire, con opportunità di crescita, di sviluppo, di successi e di fallimenti. Siamo all'inizio di un'era che possiamo solo immaginare e ciò che a noi sembra innovazione o "era moderna" è già passato per i nostri figli. Chi di noi, un anno fa, avrebbe mai immaginato di poter giocare a tennis davanti alla tv senza una finta racchetta o un pad? Oggi questo è realtà, ma siamo ancora agli inizi. Da questa piccola (in relazione alle sue potenzialità future) innovazione tecnologica (il kinect per intenderci) si possono costruire inimmaginabili usi tramite applicazioni ancora da sviluppare (e in poche settimane si sono già visti alcuni hacking che promettono sviluppi interessanti). Quello che vedo è una crescente voglia di creare innovazione  (non è così facile in italia, purtroppo, per un contesto imprenditoriale troppo sedentario e poco inclino alla ventura) e sono pochi quelli che ci riescono davvero (a costo di compromessi e sacrifici enormi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che sarà sempre più importante è la mobilità e la capacità di creare contenuti ed applicazioni per fruirli (in mobilità, s'intende). Maggiore è velocità con cui queste applicazioni vedranno la luce, maggiore sarà l'interazione e la partecipazione degli utenti nel generare ulteriore domanda per altre applicazioni. Questa è un'opportunità d'oro per chi saprà cogliere quelle nuove necessità e raccogliere le risorse per realizzarle prima degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono una indigeno digitale iperconesso (sempre, ad ogni ora del giorno, ogni giorno dell'anno), e questo mi da un'elevata facilità di accesso a contenuti, dati e notizie (intese come cambiamenti nel contesto in cui ci muoviamo). Viviamo circondati da informazioni (la prossima moneta dell'era digitale) provenienti da diverse fonti, ma soprattutto dal basso, dal nostro stesso network a cui siamo connessi, che funziona come veicolo per altre informazioni, creando ridondanza e sovraccarico, da cui si attinge e condividiamo nuovamente come peer di un più ampio network in cui esistiamo. Questo è il mio mondo, la mia esistenza, sono un essere digitale e lo faccio tramite le applicazioni che uso. Io sono parte della domanda che genera la necessità di sviluppare altre applicazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2011 continueremo a far la conta di quanti decimi di punto percentuale quel sistema operativo ha guadagnato sull'altro (Android vs iOS o viceversa), o quante tablet sono state vendute al posto di un netbook o all’espansione di quello o dell'altro mercato. Il 2011 sarà un anno in cui i giovani con la mente fresca potranno creare nuove applicazioni per tablet e smartphones, per nuovi supporti e mercati emergenti. Loro, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i giovani imprenditori&lt;/span&gt;, sono il vero valore della nostra era digitale. E' qui che batte il cuore della futura tecnologia. Sono loro quelli che creano movimento e danno a noi gli strumenti per poter usare applicazioni e condividere sempre più informazioni e contenuti con altri indigeni digitali. Loro ci danno la possibilità di pubblicare posts e status sui nostri wall ovunque siamo, possiamo fare il checkin di qui, tweettare di la, guardare quel video e condividerlo con centinaia di persone che non abbiamo mai visto. Questo è il futuro per il 2011 ed oltre. Ma ci saranno anche crescenti preoccupazioni sulla propria privacy, sulle informazioni che noi decidiamo di condividere, sulla velocità con cui diciamo agli altri dove siamo, cosa facciamo, chi siamo.&lt;br /&gt;Noi siamo le informazioni che lasciamo sui social networks (mi verrebbe da dire "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Networking Ergo Sum&lt;/span&gt;"). Siamo identificati con i nostri avatars, i nostri aggiornamenti, le foto delle nostre ferie. Usiamo applicazioni per dire chi siamo, che lavoro facciamo e lo stiamo facendo così velocemente che non sempre ci fermiamo a valutare dove stiamo realmente andando. Abbiamo aperto le nostre case, le nostre vite, la nostra professionalità ad aziende private (facebook, twitter, foursquare, ecc..) a cui diamo continue informazioni su cosa facciamo, cosa ci piace mangiare e quali sono le nostre abitudini. Tutto questo ha un enorme valore economico, strettamente legato al rapporto tra utente ed applicazione, tra consumatore ed azienda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte queste applicazioni ruotano intorno al concetto di massima condivisione sul network cloud, di massima visibilità e distribuzione tramite altre applicazioni interconnesse con API e sharing links. La spreadability è il fulcro su cui la comunicazione digitale sta giocando con gli utenti. Gli early adopters (che non sono un gusto esotico di thè) sono il primary target delle nuove applicazioni, la loro launch tower, da cui il messaggio deve diffondersi. Ancora oggi però molti gruppi industriali (miopi e sedentari) non hanno capito che il messaggio non è loro, ma degli utenti e che il controllo della comunicazione non è più affare loro, ma degli utenti, tramite le applicazioni, appunto. Facebook e Twitter hanno cambiato il modo di comunicare tra aziende ed utente, anzi tra utente ed azienda (a volte con imbarazzanti casi di realtà che non hanno ancora capito che essere solo su Facebook non farà loro aumentare il numero di clienti o il fatturato trimestrale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La disponibilità di applicazioni (con i rispettivi stores online) e la possibilità di installarle a piacere sui nostri dispositivi definiranno il trend del mercato digitale nel 2011. Tablets e smartphones saranno i principali strumenti usati per usare queste applicazioni. Lo sviluppo dei device ha innescato questo crescente interesse sulle applicazioni (consideriamo che la maggioranza delle foto caricate su Flickr sono scattate con un iPhone - e questo anche grazie alla disponibilità di applicazioni per farlo). La capacità di raccogliere le risorse per sviluppare nuove applicazioni sarà uno dei vantaggi competitivi tra il successo e il fallimento di un'idea. Il 2011 sarà un anno interessante. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E spero sia anche un altro anno stimolante e divertente per chi, come me, prova a farne parte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~::~&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.robertocipollini.it"&gt;Roberto Cipollini&lt;/a&gt; è imprenditore e startupper, è titolare della &lt;a href="http://www.amslabs.it"&gt;All Media Solutions&lt;/a&gt;, società specializzata in progetti web 2.0 e soluzioni di change management per l'application lifecycle.  E' founder di &lt;a href="http://www.smappo.com"&gt;Smappo&lt;/a&gt;, un event management network per la condivisione e gestione degli eventi online tramite i Virtual Tickets.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-8722303870342755721?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/8722303870342755721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/roberto-cipollini-lanno-delle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/8722303870342755721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/8722303870342755721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/roberto-cipollini-lanno-delle.html' title='Roberto Cipollini - L&apos;anno delle applicazioni e dei giovani imprenditori'/><author><name>Roberto Cipollini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08755228889823901409</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-6193715088730312176</id><published>2011-01-05T09:49:00.011+01:00</published><updated>2011-01-06T11:49:26.657+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet of thing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='civilta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecosistema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bisogni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maslow'/><title type='text'>Gino Tocchetti –  Verso una piramide piu' alta di quella di Maslow</title><content type='html'>&lt;img src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/00_prometeo/comunita_sostenibile_web--400x300.jpg" style="margin: 0pt 10px 5px 0pt; float: left;" width="200" /&gt; Prevedere cosa succedera' nel 2011 e' un po' come fare l'oroscopo: o perche' si scrivono scontate banalita', o perche' si azzarda uno scenario che sara' presto verificato, la propria reputazione potrebbe rapidamente portarsi ai livelli del mago Otelma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio pensiero quindi non si limita al 2011, e non formula tanto una previsione quanto un auspicio. E dal momento che viviamo in un mondo fortemente interconnesso, non mi concentrero' solo sul settore delle tecnologie digitali: in contraddizione con coloro che credono che l'innovazione sia dettata dalla tecnologia, cerchero' di riconoscere trend economici e sociali piu' generali, e di utilizzare l'emergenza di nuove tecnologie come verifica di quei trend. Faro' quindi riferimento ad una nuova tipologia di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"bisogni ecosistemici"&lt;/span&gt;, che Maslow aveva semplicemente escluso terminando la sua piramide al quinto livello, perche' a quel tempo non c'era sufficiente diffusione di ricchezza, la maggioranza non aveva ancora potuto scalare i primi gradini della piramide, e gli equilibri mondiali erano decisi esclusivamente nelle stanze dei bottoni. Solo oggi questi nuovi bisogni stanno emergendo, e possono e dovranno essere posti a motore dell'economia prossima futura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con riferimento alle tecnologie, questi bisogni emergenti hanno determinato il successo delle tecnologie "social" in questi anni, e nell'immediato futuro saranno la spinta per una sempre maggiore diffusione delle tecnologie per l'interconnessione di ecosistemi territoriali, ad incominciare dall'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"internet delle cose"&lt;/span&gt;. Il trend dovrebbe essere: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"real life vs internet"&lt;/span&gt; &gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"life streaming on internet"&lt;/span&gt; &gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"living in augmented reality"&lt;/span&gt; &gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;new eco living using internet as one of the supporting technologies&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi spiego meglio. Che ci sia un radicale cambio di civilta' in atto, qui in occidente, e' indubbio, tant'e' che ancora usiamo l'espressione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"post industriale"&lt;/span&gt;, perche' evidentemente sappiamo solo esprimerci su cosa non c'e' piu'. L'equilibrio precedente dipendeva dalla compresenza nello stesso territorio di un livello minimo di capitale, impianti produttivi e consumatori: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quando la produzione ha iniziato ad essere pesantemente delocalizzata, e la crescita delle multinazionali ha trasferito il centro di comando in un iperuranio sovranazionale, sappiamo bene che il meccanismo si e' rotto&lt;/span&gt;. Concentrazione, consumo, e individuo sono schemi mentali in declino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'avvento dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"economia della conoscenza"&lt;/span&gt;, o di altri asset immateriali (dalla capacita' di innovazione alla capacita' di relazione con il crowd), non ha portato ad una nuova fase economica, come il termine suggeriva equivocamente, perche' &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non puo' esserci una nuova economia di mercato centrata sulla conoscenza&lt;/span&gt;, pur essendo la conoscenza fattore chiave in qualunque economia emergente. Siamo infatti convinti che lo sviluppo e l'utilizzo di conoscenza, che l'intelligenza collettiva, che la forza della rete non possano esprimere il proprio potenziale al massimo se non a condizione di essere preservati dalle implicazioni economiche e dalle logiche di business. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque quale modello economico e sociale possiamo augurarci di vedere emergere (qui in occidente, in europa, in italia), a partire dal 2011, almeno a parziale integrazione del precedente, i cui prodromi sono gia' in qualche modo riconoscibili? Un sistema economico profondamente diverso, dove sono indirizzati bisogni della collettivita' prima che individuali (fabbisogno di energie pulite, salvaguardia dell'ambiente, servizi sociali in tutti i campi dalla sanita' alla sicurezza, momenti di socializzazione...). Bisogni che Maslow non aveva previsto, troncando la propria piramide al quinto livello, ancora basato sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"self"&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogni che essendo quindi "tipicamente territoriali" non possono che essere realizzati (completati) ed erogati "in loco", garantendo un maggiore equilibrio economico a livello locale. Infatti l'adattamento al contesto locale renderebbe inevitabile l'impiego di competenze e componenti autoctone, sarebbero necessari produttori di componenti e adattaori, e installatori e manutentori, esperti di usi e culture territoriali, tutti rigorosamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"locali"&lt;/span&gt;. A questi bisogni, infatti, corrisponderebbero nuovi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"servizi ecosistemici"&lt;/span&gt;, e non solo quelli relativi agli ecosistemi ambientali anche se probabilmente analizzabili con analogo approccio. Questi servizi sarebbero resi disponibili da un comparto economico comprendente un indotto di proporzioni potenzialmente gigantesche, e darebbero vita veramente ad una nuova economia, un'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"economia di ecosistema"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente le tecnologie utilizzate e le metodologie consolidate possono (e devono) essere sviluppate grazie all'intelligenza collettiva globale e all'eccellenza di paesi tecnologicamente avanzati, i quali potrebbero adottare una logica produttiva industriale per l'hardware, e di tipo "opensource" per il software (per esempio l'energia da correnti marine dai paesi baltici, il fotovoltaico di nuova generazione americano, la bioingegneria italiana, i nanomateriali tedeschi, l'elettronica di consumo asiatica, e far girare tutto sul cloud e con l'opensource prodotto in rete...), garantendo contemporaneamente un basso livello dei prezzi dei componenti di primo livello, e possibilita' di investimento in ricerca per le infrastrutture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per quanto riguarda gli scenari digitali? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la tecnologia utilizzata sara' profondamente cablata nel territorio, e contemporaneamente connessa in rete&lt;/span&gt;. Sappiamo che le tecnologie digitali hanno abilitato da tempo lo sviluppo della dimensione del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"noi"&lt;/span&gt;, della relazione, della condivisione, e che dal virtuale si stanno spostando nel reale e locale. Se questa e' la direzione, allora esploderanno presto tutte le tecnologie che vanno oggi sotto il nome di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"internet delle cose"&lt;/span&gt;, e che stanno gia' rendendo possibili radicali trasformazioni di settori quali la domotica, il monitoraggio di cose e persone per motivi di sicurezza o di tracciabilita', il settore della mobilita', i servizi sociali in house, il telelavoro, la produzione locale di energie pulite, l'intelligence basata sulla consultazione del crowd... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto di tutto questo potrebbe accadere nel 2011? Poco, anzi pochissimo. Ma se a fine anno andremo a fare shopping solo dopo un giro su "Street View" e nella vetrina degli e-shop, e troveremo online le informazioni dei cittadini che si sono gia' orientati nei recessi della burocrazia della PA e le hanno condivise, e ci regoleremo nei nostri spostamenti con i servizi di geolocalizzazione e car-pooling risparmiando cosi' qualche decina di euro a settimana, e le nostre aziende realizzeranno prodotti e servizi che terngono conto delle banche di open data nel frattempo liberati... avremo fatto tutti noi un piccolo passo avanti nella direzione di un grande balzo per l'umanita'. E non stiamo parlando della luna, ma della nostra terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:gino.tocchetti@gmail.com"&gt;Gino Tocchetti&lt;/a&gt; e' fondatore del think tank non convenzionale &lt;a href="http://www.ecosistema20.it/"&gt;"Ecosistema 2.0"&lt;/a&gt;, che focalizza sulla convergenza tra ecosistemi virtuali (internet) e territoriali, realizzando un osservatorio delle iniziative emergenti, eventi di informazione e realizzando servizi sperimentali. E' anche titolare di un proprio studio di consulenza e servizi, focalizzato su progetti di e-business, innovazione tecnologica e di metodo, interim management. (&lt;a href="http://www.linkedin.com/in/ginotocchetti"&gt;Linkedin&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.facebook.com/gino.tocchetti"&gt;Facebook&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-6193715088730312176?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/6193715088730312176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/gino-tocchetti-verso-una-piramide-piu.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/6193715088730312176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/6193715088730312176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/gino-tocchetti-verso-una-piramide-piu.html' title='Gino Tocchetti –  Verso una piramide piu&apos; alta di quella di Maslow'/><author><name>GinoTocchetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10738315803229692072</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://4.bp.blogspot.com/_iebcVpuVJIY/SdH0mEOAogI/AAAAAAAAAZ0/AyzZVageakI/S220/gino+2008+1e.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-1308941183150977845</id><published>2011-01-03T20:25:00.001+01:00</published><updated>2011-01-03T20:29:25.613+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storytelling'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='realtà aumentata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture partecipative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='social media'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet degli oggetti'/><title type='text'>Giorgio Jannis - Social personal</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Partendo da un'osservazione, quelle cose che noti mentre fai dei&amp;nbsp;gesti. Come &lt;b&gt;scambiarsi i dati&lt;/b&gt; personali al termine di una riunione di&amp;nbsp;lavoro, o condividere documenti o dei giochi tra amici, in gruppo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faticoso, macchinoso. Perché per farlo usiamo "macchine" vecchie -&amp;nbsp;carta e penna! e la lista dei partecipanti con le mail scritte a mano -&amp;nbsp;oppure cellulari o dispositivi elettronici dove immettere manualmente&amp;nbsp;le informazioni, nomicognomi e numeri e indirizzi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre credo dovrebbero essere molto più &lt;b&gt;social&lt;/b&gt;, i &lt;b&gt;gingilli connessi&amp;nbsp;personali&lt;/b&gt;. Usate il bluetooth, il wifi, la rete telefonica, ma fate in&amp;nbsp;modo che il mio cellulare al premere di un tasto invii a tutti quelli&amp;nbsp;che voglio nel raggio di dieci metri i miei dati personali, quello che&amp;nbsp;io deciderò di trasmettere e mettere in compartecipazione, foto&amp;nbsp;indirizzo URL del blog e LinkedIn e socialcoso preferito. E i dati che&amp;nbsp;ricevo dagli altri già sul mio dispositivo si legano ai miei e tra&amp;nbsp;loro, creando &lt;b&gt;la rete delle cerchie&lt;/b&gt; sociali, dandomene&amp;nbsp;rappresentazione in una rubrica aumentata capace di contenere l'albero&amp;nbsp;dei contatti, dove le foglie sono i profili oggidì coloratissimi di&amp;nbsp;suggestioni e tracce, e al contempo in grado di mostrare il giardino&amp;nbsp;tutto delle reti sociali in cui siamo coinvolti, le geografie&amp;nbsp;relazionali, l'intersecarsi dei gruppi sociali di appartenenza, la&amp;nbsp;condivisione dei gusti personali e &lt;b&gt;le scie dei nostri lifestreaming&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con la potenza di calcolo che la tecnologia informatica offre oggi&amp;nbsp;alla statistica applicata, potrebbero poi venir fuori delle cose&amp;nbsp;interessanti da tutti questi dati che riguardano le profilature degli&amp;nbsp;umani. I comportamenti social del nostro abitare in Rete possono&amp;nbsp;trovare visibilità e rappresentazione, si rende necessario inventare&amp;nbsp;delle parole (o modificare vecchi significati) che siano adeguate al&amp;nbsp;nuovo contesto, dove appaiono degli oggetti e degli atti che prima&amp;nbsp;semplicemente non erano percepibili, un po' come quando era difficile&amp;nbsp;parlare del comportamento delle particelle dei gas, senza aver ancora&amp;nbsp;inventato il linguaggio della termodinamica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parlare oggi della Nuvola elettronica in cui abitiamo, dove nascono&amp;nbsp;nuove&lt;b&gt; interpretazioni della socialità&lt;/b&gt;, nuove possibilità di azione&amp;nbsp;collettiva, nuovi&amp;nbsp;&lt;b&gt;riconoscimenti identitari di gruppi&lt;/b&gt; sociali che individuano sé stessi&amp;nbsp;per affinità tematiche svincolate dalla distanza geografica. O che di&amp;nbsp;converso in quanto rete nervosa dotata di organi di senso - &lt;b&gt;display,&amp;nbsp;sensori, luoghi di socialità&lt;/b&gt; iperlocale - ci permetta di percepire&amp;nbsp;dimensioni territoriali prima invisibili, processi e flussi di persone&amp;nbsp;e cose che girano intorno a noi in questo momento, geotaggate e&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;organizzate dentro narrazioni per render conto del senso dell'abitare,&amp;nbsp;delle parole che pronunciamo vivendo qui e ora in questi territori&amp;nbsp;fisici e digitali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esseri &lt;b&gt;umani come router&lt;/b&gt;, che reindirizzano il pacchetto dati&amp;nbsp;pertinente alla giusta rete sociale, e questo nostro costruire e&amp;nbsp;scambiare informazione, opinione e conoscenza provvede a rimescolare&amp;nbsp;continuamente il calderone della collettività, nelle cose pensate e&amp;nbsp;nel modo di pensarle.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Moltiplicare l'efficienza e l'efficacia delle situazioni sociali in&amp;nbsp;presenza, questo sì alzerebbe la fiamma sotto il calderone,&amp;nbsp;velocizzando i processi. Perché nei gruppi si condivide l'opinione, ci si confronta, vengono prese decisioni. Il&amp;nbsp;&lt;b&gt;capannello di persone&lt;/b&gt; che chiacchiera è da sempre un Luogo della&amp;nbsp;Conoscenza, dove si formano e circolano i punti di vista sui fatti del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La fisicità dei corpi salda con più forza le parole ai contesti&amp;nbsp;emozionali, crea sintonie e affettività extraverbali, su cui come&amp;nbsp;umani ci&amp;nbsp;appoggiamo per sostenere relazioni di lunga durata, dar vita a realtà&amp;nbsp;sociali come i matrimoni e le imprese e i governi di cui già&amp;nbsp;concepiamo l'estendersi nel tempo, negli anni a venire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scambiarsi il profilo della rubrica premendo un bottone, ma appunto&amp;nbsp;&lt;b&gt;condividere i lifestreaming&lt;/b&gt;, e anche &lt;b&gt;moltiplicare gli strumenti di&amp;nbsp;produzione e distribuzione&lt;/b&gt; delle informazioni, questo vorrei dai&amp;nbsp;dispositi portatili. Poter registrare l'esperienza, aggiungere&amp;nbsp;contesto ai messaggi, facilitare la collaborazione tra le persone&amp;nbsp;presenti in quella situazione, poter mentre si parla lasciare traccia&amp;nbsp;del dire, e poter tutti insieme al contempo intervenire su quella&amp;nbsp;storia, "modificare il documento", disegnare in tanti sulla stessa&amp;nbsp;lavagna, giocare tutti insieme a un videogioco in 3D e magari&amp;nbsp;partecipare a attività civiche, &lt;b&gt;aumentare la realtà del gruppo&lt;/b&gt;&amp;nbsp;supportandola con appunto display e sensori, per potenziarla e&amp;nbsp;cogliere della situazione interpersonale sfumature che altrimenti&amp;nbsp;andrebbero perdute, o che non sarebbero nemmeno percepibili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco il 2011 cosa potrebbe portare: cellulari o comunque gingilli connessi migliori. Vogliamo&amp;nbsp;tecnologia allo stato dell'arte, con dentro &lt;b&gt;software sociali migliori&lt;/b&gt;,&amp;nbsp;dispositivi che costino meno, tariffe di connettività molto più&amp;nbsp;economiche: non si tratta mica di giocattoli futili, qui stiam&amp;nbsp;parlando del progresso della specie umana, della qualità dell'abitare&amp;nbsp;in tutti i luoghi fisici o digitali, degli &lt;b&gt;strumenti con cui tessiamo&amp;nbsp;la socialità&lt;/b&gt;, poffarbacco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Giorgio Jannis è di Udine, in Friuli, in Europa. E' un cittadino digitale, e gli&amp;nbsp;piace occuparsi professionalmente proprio di cittadinanza digitale, di&amp;nbsp;socialità in Rete, di community civiche, progettando reti territoriali&amp;nbsp;aumentate e Luoghi conversazionali online. Presidente&amp;nbsp;dell'Associazione culturale NuoviAbitanti, scrive piccoli saggi qua e&amp;nbsp;là, qua e là conciona e tiene docenze. Trovi tutto partendo da &lt;a href="http://www.jannis.it/"&gt;www.jannis.it&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-1308941183150977845?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/1308941183150977845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/giorgio-jannis-social-personal.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/1308941183150977845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/1308941183150977845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/giorgio-jannis-social-personal.html' title='Giorgio Jannis - Social personal'/><author><name>Giorgio Jannis</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/--hecIo-7hiY/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAB0E/BqAeLxe6jvw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-38714268302724807</id><published>2011-01-03T02:32:00.006+01:00</published><updated>2011-01-03T02:43:56.285+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà digitali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scenari digitali'/><title type='text'>Massimo Melica - In the Beginning was the Command Line</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; color: black; "&gt;Nel &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;1999 Neal Stephenson, scrittore di libri di fantascienza ed esperto di tecnologie, ha pubblicato negli Stati Uniti il saggio dal titolo “In the Beginning was the Command Line”, un libro interessante, purtroppo mai tradotto in Italia, nel quale ha riassunto la storia dell’informatica così detta per tutti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; " &gt;Il periodo focalizzato da Stephenson è quello degli anni settanta, periodo in cui tali Steve Jobs e Steve Wozniak fondarono Apple con l’intento di produrre e vendere computer alle famiglie mentre, Bill Gates e Paul Allen, si spinsero anche più in là, con l’idea di creare Microsoft per vendere "sistemi operativi".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; " &gt;In quegli anni assistiamo ad azioni pioneristiche in cui creatività e innovazione sono mirate – più o meno consapevolmente – sia a gestire qualcosa di intangibile ciò una serie di “zero e uno” scritti su un supporto magnetico sia a commercializzare hardware e software: elementi alla base della digital economy.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; " &gt;Questo è lo scenario, non più vecchio di quarant’anni, appare primordiale agli occhi del fruitore delle odierne applicazioni multifunzionali rese attraverso un device dalle dimensioni ridotte e dal peso esiguo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; " &gt;Lo spunto di Stephenson mi aiuta a riflettere, per analogismo, su ciò che oggi costituisce l’uso delle nuove tecnologie della comunicazione e sulle ripercussioni sociali che delineeranno gli scenari futuri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; " &gt;La Storia dimostra che i diritti si evolvono regolando le condotte sociali, l’economie si modificano sulla base dei mercati, gli Uomini mutano le comunicazioni innescando nuove strategie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; " &gt;A questo punto Internet, se pur con la sua imprevedibilità, può essere inquadrato come una tecnologia convergente, neutrale, democratica o meglio uno strumento con il quale, attraverso protocolli e standard condivisi, si possono enucleare servizi pubblici e privati come: social network, televisione, cinema, produttività e informazione o semplicemente veicolare qualunque dato di interesse tra due soggetti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; " &gt;La governance delle attività politiche che porteranno a regolare l’accesso alla Rete e le condotte in Internet, quindi i diritti sottesi, è la sfida che caratterizzerà i prossimi anni nonché la tavolozza con la quale si coloreranno i futuri “scenari digitali”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; " &gt;La libertà di accesso alla Rete, le libertà e i doveri di cosa o non cosa veicolare non possono essere mediati dal diritto preesistente, occorre analizzare e studiare nuovi dettami normativi che siano – auspicabilmente - condivisi tra gli Stati democratici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; " &gt;In questo processo siamo tutti chiamati a collaborare, prestando particolare attenzione affinchè la Rete si sviluppi mantenendo quello spirito partecipativo e di condivisione della conoscenza racchiuso nella sua genesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:150%"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; " &gt;Personalmente, forse perché influenzato dall’esperienza professionale, credo che sia demagogico ritenere che Internet debba essere un luogo esente da qualsiasi regolamentazione in quanto non consideriamo l’assunto che: “internet è per tutti, ma non tutti sono per internet” e pertanto occorre, in assenza di un uso responsabile e consapevole, arginare fenomeni criminali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="line-height: 150%; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 150%; font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;Il corretto bilanciamento tra libertà e doveri in Internet è la sfida che deve essere necessariamente vinta al fine di garantire la libertà e il futuro culturale delle prossime generazioni, ricordando che il moderno Big Bang “fu, in principio,una linea di comando” con p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 19px; "&gt;ochi bit ma tanta creatività e innovazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="line-height: 150%; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 19px; "&gt;@ @ @&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: x-small; line-height: 150%; "&gt;Massimo Melica è avvocato presso lo studio legale “Melica Scandelin &amp;amp; Partners”. Docente di “informatica giuridica” scrive per “ADV Strategie di Comunicazione” e “Pubblicità Italia” occupandosi di diritto e informazione. E’ autore del libro: “Esperienze di diritto applicato alle nuove tecnologie”&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-38714268302724807?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/38714268302724807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/massimo-melica-in-beginning-was-command.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/38714268302724807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/38714268302724807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/massimo-melica-in-beginning-was-command.html' title='Massimo Melica - In the Beginning was the Command Line'/><author><name>Massimo Melica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08226135138145260265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-5947258646592280798</id><published>2011-01-02T18:56:00.005+01:00</published><updated>2011-01-02T20:12:04.639+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='social network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tagging'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='social media'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='metatag'/><title type='text'>Davide Bennato - Le relazioni sociali come metadati dei social network</title><content type='html'>!80325 Il 2010 è stato molto interessante dal punto di vista dei social media.&lt;br /&gt;I social network hanno rafforzato la propria posizione, l’integrazione col mobile si è quasi completamente realizzata, la fruizione di contenuti tramite &lt;i&gt;app &lt;/i&gt;di iPhone e iPad dimostra che un nuovo format editoriale è possibile (con buona pace di chi sanciva la morte di internet).&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una domanda legittima: quali sono le conseguenze sul modo con cui ci relazioniamo con gli altri?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Secondo me il 2011 potrà essere rubricato con lo slogan: le relazioni sociali sono i metadati del futuro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Provo a spiegare meglio il mio punto di vista.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La creazione, la gestione e – perfino – la manutenzione dei rapporti sociali è stata profondamente modificata dall’uso quotidiano dei social network. Affermazione banale che è sotto gli occhi di tutti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello che è ancora più interessante – per un sociologo – è che le relazioni sociali in questi ambienti assumono la forma di un oggetto mediale (o contenuti digitali). Esprimere la vicinanza con una persona attraverso un video, sottolineare la voglia di mantenere un legame (debole) con un &lt;i&gt;hashtag &lt;/i&gt;(il famoso #FF del venerdì su Twitter), esprimere il proprio disappunto con una immagine, consigliare ad un collega un link interessante: sono tutte forme che hanno contributo a mediatizzare il rapporto con gli altri. In questo modo la forma che assume la relazionalità nei social media è una sequenza di contenuti multimediali. Non è un caso che video come &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=GkHNNPM7pJA"&gt;The Digital Story of the Nativity&lt;/a&gt; o &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=mCUCZCBso_w"&gt;A Life on Facebook&lt;/a&gt;, raccontano delle storie usando i topoi comunicativi a cui ci hanno abituati i servizi del web 2.0. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A questo punto però nel nostro rapporto con gli altri, non useremo solo la cerchia delle nostre conoscenze per far entrare una persona nella nostra rete di contatti, ma prenderemo spunto anche dall’universo culturale che questa persona condivide con noi. Se un servizio ci suggerisce di diventare contatto di una persona a partire dal numero di “amici” che con essa condividiamo, progressivamente anche libri, film, citazioni preferite, orientamento politico e sessuale diventeranno strumenti attraverso cui creare relazioni digitali.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Similia cum similibus&lt;/i&gt;, ricordano gli antichi proverbi.&lt;br /&gt;La cosa interessante è che le basi su cui costruiremo un contatto sociale – di qualunque natura esso sia (collega, amico, amante, conoscente) – saranno sempre più simboliche e sempre meno relazionali. Questo è un paradosso perché siamo sempre stati abituati al contrario: prima si comincia una conversazione generica con uno sconosciuto su un treno, poi si notano punti in comune e solo dopo ci si scambia i contatti per mantenere un rapporto. Nei social network potrebbe avvenire esattamente l’opposto: prima si notano i punti in comune – letture, passioni, interessi – e poi si decide di instaurare un rapporto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se questa dinamica dovesse accentuarsi, le tracce che le persone lasciano attraverso i social network, diventeranno delle vere e proprie meta-informazioni. Se io leggo i libri di Wu Ming, ascolto Elio e le storie tese, sono interessato ai problemi dell’ambiente e condivido video di critica al governo cinese, dirò su di me molto di più di quanto potrei fare in una conversazione. Non è nulla di nuovo, è la stessa esperienza che si prova quando ospiti di qualcuno conosciuto da poco ci si fa un’idea del padrone di casa a partire dalla sua collezione di DVD. Quello che cambia è la quantità di informazioni che è possibile raccogliere, un numero tale che diventa sempre più facile per un software – o per una persona – farsi un’idea dettagliata dell’individuo/consumatore di contenuti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il passo successivo di questa strategia, potrebbe diventare il social tagging dei nostri contatti. Ovvero uno spazio riservato dei social network in cui è possibile inserire informazioni aggiuntive sui nostri contatti, che si vengono a sommare ai comportamenti di consumo che possiamo desumere dal &lt;i&gt;wall &lt;/i&gt;dei nostri amici. Infatti, informazioni del tipo in che occasione abbiamo conosciuto la persona, chi è stato a presentarci, di cosa abbiamo discusso, che impressione ci ha fatto, potrebbero diventare meta-informazioni sulla cui base costruire una rete sociale reputazionale, ovvero una rete in cui i legami sono definiti da metriche relative all’empatia e all’emotività, ma non per questo meno rilevanti. Uno spazio a noi riservato, ma trasparente alla piattaforma che potrebbe perciò decidere di aggiungere a queste anche informazioni già accessibili, come consumi e interessi, per segmentare in maniera molto più efficace i profili presenti sul web.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è lontano il momento in cui la piattaforma ci chiederà il rating di caratteristiche come la simpatia, l’affidabilità, la curiosità, il sex appeal di una persona attraverso un sistema di like o stelline o faccine o quant'altro. In questo modo però daremo alla piattaforma un potere immenso: conoscere le caratteristiche sociali e relazionali di una persona attraverso processi di intelligenza collettiva.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La domanda è: vogliamo davvero noi che il software conosca tutto questo di noi? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bisogna pensare bene alla risposta che diamo perché, parafrasando, potremmo dire che chi di tag ferisce, di tag perisce.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Davide Bennato insegna Sociologia dei Media Digitali all'Università di Catania. I suoi interessi di ricerca sono relativi all'uso relazionale dei social media e al consumo di contenuti digitali. Sempre su questi temi è Direttore di Ricerca presso la Fondazione Luigi Einaudi di Roma. E' inoltre autore del blog &lt;a href="http://www.tecnoetica.it/"&gt;tecnoetica&lt;/a&gt;. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-5947258646592280798?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/5947258646592280798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/davide-bennato-le-relazioni-sociali.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/5947258646592280798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/5947258646592280798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2011/01/davide-bennato-le-relazioni-sociali.html' title='Davide Bennato - Le relazioni sociali come metadati dei social network'/><author><name>Davide Bennato</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01341876951992053829</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-2254601283790421268</id><published>2010-12-31T13:02:00.002+01:00</published><updated>2011-01-02T14:14:01.703+01:00</updated><title type='text'>Paolo Iabichino - Il futuro è tornato</title><content type='html'>Io lavoro con le parole, mi occupo di pubblicità e sono spesso chiamato a intravedere scenari prossimi e venturi per quanto riguarda un mestiere vieppiù sotto scacco, che molti si ostinano a vedere in via di estinzione. Ma non è il futuro dell'advertising che m'interessa adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo di sapere quale sarà il nuovo media eletto a panacea di tutti i mali. Non ho certezze da esibire e non credo che il mio &lt;a href="http://www.invertising.it/"&gt;Invertising&lt;/a&gt; possa aiutare in questa circostanza...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace invece che si torni a parlare di futuro. Quando mi hanno invitato a scrivere per questa iniziativa ho apprezzato che qualcuno ricominciasse a interrogarsi sul domani, perché, senza che ce ne accorgessimo, ce l'hanno scippato silenziosamente. Fino a qualche tempo fa il domani aveva il fascino dell'accadimento, il carisma dell'ignoto. Poi sono arrivati i futurologi, i &lt;i&gt;guru&lt;/i&gt;, la cultura digitale che ha accelerato il corso della storia, avvicinandoci repentinamente a tutto quello che incontravamo sui libri di fantascienza o di fantapolitica...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E abbiamo come abdicato a quella splendida desinenza che evoca l'immaginazione. Dov'è finita la letteratura fantascientifica? Chi si ricorda l'ultima volta che ha provato a immaginare il futuro? Perché l'innovazione è finita dentro un Ministero, invece che restare nei paraggi della creatività? Perché le nuove idee si chiamano &lt;i&gt;start up&lt;/i&gt; e nessuno ha più il coraggio di veder fallire un'intuizione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo blog mi riconcilia con l'immaginazione, perché leggo autorevoli autori - scusate il bisticcio, ma è cosa rara inciampare su combinazioni di parole così felici - cimentarsi con riflessioni che spostano in avanti di settimane e mesi i propri orizzonti, interrogandosi sugli avvenimenti usando i verbi al futuro e al condizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo di questo post è preso a prestito dalla campagna a cui sto lavorando in queste ore insieme all'amico Riccardo Luna, direttore di Wired Italia. Lui sta curando una mostra sul futuro che durerà 9 mesi, a Torino, a partire da Marzo 2011. Come può una mostra sul futuro durare nove mesi? Sembra un ossimoro, una contraddizione in termini, eppure è questo che la rende così affascinante e che mi ha fatto scrivere "Il futuro è tornato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché c'è un'intenzione che non è solo culturale, ma è finalmente politica. A riappropriarsi delle tante storie di chi sta provando a ricucire questo Paese. 150 idee, progetti e visioni, come gli anni che nel 2011 celebreranno l'Unità di quest'Italia, appunto, da ricucire. Per chi ancora crede che la politica non sia solo quel rito mefitico che si consuma nei palazzi del governo, ma sia qualcosa di quotidiano che appartiene a ciascuno di noi e che senta forte l'urgenza di interrogarsi sul futuro, anziché ripiegarsi solo e soltanto sul presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il futuro è tornato significa tornare a immaginare il domani di tutti ed essere costretti inesorabilmente a volerlo migliore del nostro presente. Proiettarsi in avanti vuol dire occuparsi del proprio metro quadrato, come disse Marco Paolini in uno splendido monologo dall'Ilva di Taranto, per fare un po' di "manutenzione". Senza occuparsi dei macroscenari planetari, ciascuno nel suo piccolo, migliorando il suo quotidiano a beneficio del futuro di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il futuro è tornato mi sembra la migliore visione per fotografare gli scenari digitali del prossimo anno, perché vuol dire salutare di nuovo la fantasia, l'immaginazione e la creatività che ci servono per affrontare i giorni che verranno. Fuori e dentro la Rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Iabichino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;Nato nel 1969, è direttore creativo in Ogilvy.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;Docente di un master post laurea di advertising presso la &lt;a href="http://www.scuoladesign.com/?lang=it"&gt;Scuola Politecnica di Design&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;Paolo Iabichino&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;è anche c&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;ollaboratore di Nòva24 de Il Sole 24 Ore e autore di Invertising,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;un saggio che analizza le trasformazioni in atto nel mondo dell’advertising.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-2254601283790421268?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/2254601283790421268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/paolo-iabichino-il-futuro-e-tornato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/2254601283790421268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/2254601283790421268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/paolo-iabichino-il-futuro-e-tornato.html' title='Paolo Iabichino - Il futuro è tornato'/><author><name>Iabicus</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17642934230498585726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_bCHj4gWaIyw/SPNot4I5egI/AAAAAAAAAOM/Xz43CdSrmk4/S220/Paolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-7156184471733396794</id><published>2010-12-29T19:28:00.002+01:00</published><updated>2010-12-29T19:52:50.691+01:00</updated><title type='text'>Susanna Legrenzi - The Soma Age</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_WuR6cVmYZgQ/TRt0nYxNHcI/AAAAAAAACQo/oknh8WVGpAw/s1600/soma.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_WuR6cVmYZgQ/TRt0nYxNHcI/AAAAAAAACQo/oknh8WVGpAw/s1600/soma.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il passaggio dei Dieci? Dalla prospettiva&amp;nbsp; “ombelicale” di chi scrive ha più o meno coinciso con la conclusione di una lunga, esclusiva parentesi professionale nella carta stampata e il desiderio di "fare" altro. Il mondo corre verso altre direzioni, sbiadiscono i sogni dei vent’anni, frantumate le utopie, resta il sapore dolce/amaro di una sorta di allucinogeno. Quel genio (belga e) folle di Carsten Holler, c/o Hamburger Bahnhof di Berlino proprio sul volgere dell’anno, l’ha chiamato Soma. Soma è la leggendaria bevanda dei nomadi Vedici che, nel secondo millennio a C, migrano dalla Siberia all’India. Se ragionassimo per visioni potremmo immaginare Soma Vs Rete. La migrazione è ancora in atto e i contorni, tra Nord e Sud del Mondo, punti di partenza e approdi, non sono meglio definiti. Holler ha chiuso in un recinto un numero x di renne; noi, che usufruiamo sempre meno dell'esperienza retinica diretta, alla fine un po' gli assomigliamo, stretti tra il mondo e un “riassunto del” che qualcuno continua a fare per noi. Visto in questa chiave, il Digital divide non è solo un’urgenza socio-culturale o una questione di sopravvivenza professionale che (ci) obbliga a riparametrare obiettivi e aspettative senza avere orizzonti certi. Digital Divide è quasi una “stanza di compensazione”. I nativi digitali hanno un’altra età (anagrafica) e una costruzione completamente diversa dei “saperi”: la metrica da verticale è diventata orizzontale, etc etc... Non occorrono i numeri del sorpasso dei social Vs www, basta l’osservatorio privilegiato di una docenza post-liceale per scoprire che la Internet non è la Babele di informazioni che speravamo ma un grande bar-sport dove - se prima non impari a cercare Dickens negli scaffali di casa (o della biblioteca di quartiere) - non troverai mai nulla (di buono?) per il semplice fatto che non vuoi (sai) cercare. Meglio, peggio, chissà? Se ieri la sete di conoscenza rispondeva a un unico motore - la domanda di curiosità (+ salvifica cultura del dubbio) - oggi c’è Google con tutta la sua potenza muscolare ma mancano, forse, nuove keywords per esplorare il presente e interrogare il futuro. Siamo tutti (dove il tutti sta per noi-40enni-più-1-meno-1) cresciuti credendo che il mondo avesse pochi confini, fosse globale, raggiungibile in un clic. Era ed è vero. O forse no. Nell'Italia della rete lenta e per pochi - in attesa che diventi per tutti - nella stagione di passaggio tra i Dieci e il Venti, se apri una srl, senza aver vinto un win-for-life o incantato un incubatore generoso, scopri facilmente che la grande crisi della finanza internazionale impone di pensare con scale prossime al chilometro zero ed economie da homo faber che mirano all'(auto)sussistenza. Il 2011? Non credo porterà chiarezza. Semmai aggiungerà complessità. Lo scenario è approssimativo come approssimativo è il mondo. La rete né in qualche modo uno specchio distonico dove alto/basso, vero/verosimile convivono, a volte confondendosi. Se torno a pensare in termini d’informazione, il “Soma” del momento è una sorta di paradosso. C’era una volta il giornalismo; poi è arrivata la pubblicità e con la pubblicità il marketing... L’universo dell'open source al momento non sostituisce in termini di redditività né l’una, né l’altro. Non so se i giornali di carta sopravviveranno. La questione - trascurando il piacere personale dello sfoglio - mi appassiona poco. Non mi interessa il media, mi interessano processo, metodo e contenuti. La carta li ha sempre (più o meno) remunerati, il web per ora è solo una promessa. In questa prospettiva, Citizien journalism sarà journalism solo quando produrrà reddito per chi lo pratica. E le recenti diatribe all'HuffPo sembrano confermarlo. Se procedessimo ancora per paradossi per un Assange che dovrà scrivere un’autobiografia per “sostenere” Wikileaks (cause connesse a...) c’era un Buzzati che scriveva di Deserti e Tartari con un editore che pensava al resto. Certo, altri tempi, altro secolo... L’allucinogeno non ha ancora esaurito il suo effetto. Affidare l’informazione allo logica di una rete affidata agli asdsense e alla micro-parcellizazione della professione non credo porterà comunque lontani. Dalla Siberia all'India, il viaggio è lungo. Nel mio piccolo, per ora ho solo deciso di mettermi in marcia. Il resto, come si diceva una volta, è un grande boh. La sfida (forse) è imparare a conviverci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Susanna Legrenzi vive e lavora a Milano. Giornalista professionista, 42 anni, laurea in legge, negli ultimi 13 anni ha lavorato a Io donna/Corriere delle Sera come caporedattore arte e design. Da circa 18 mesi è free lance per scelta. Quando non scrive per la carta stampata, cura &lt;a href="http://www.bigbenzine.com/"&gt;big ben zine&lt;/a&gt;, insegna in Naba a Milano, organizza mostre di design, segue jpeggy, si fa molte domande (dandosi poche risposte certe). &lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-7156184471733396794?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/7156184471733396794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/susanna-legrenzi-soma-age.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/7156184471733396794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/7156184471733396794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/susanna-legrenzi-soma-age.html' title='Susanna Legrenzi - The Soma Age'/><author><name>slegrenzi at gmail dot com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14079849175626309221</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_WuR6cVmYZgQ/TRt0nYxNHcI/AAAAAAAACQo/oknh8WVGpAw/s72-c/soma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-3950105836946048241</id><published>2010-12-26T19:15:00.000+01:00</published><updated>2010-12-26T19:15:31.975+01:00</updated><title type='text'>Elisabetta Gola – Didatticamente modificati: cyberprof, cyberlearners, cyberschools</title><content type='html'>&lt;a href="https://4414968340390576199-a-1802744773732722657-s-sites.googlegroups.com/site/sitoegola/home/archivio-immagini/videoconferenzapretaporter.png?attachauth=ANoY7cozzR7qI58QVTWAbhQXnjEXVfkzFd_8wBnOk0DBo_JtKko9LFKq1OJgY26mvuNUiX05dmUbAODtxXO5l_fJYAUgQjklh430ioQ1fYP-ZfQvVczBxlcM7otfnUhLj2ciwDhbIyZMiES5jMXSlPaliBgMJC_jT8W1Ar_CLIRrG6EDAZO4siqbS5jTOf-986OGvInithbcPoxP877NLqNy5ZhxRL5MfA75gKHRZEDOsSor1sDVkJQmWQEgAP6y-IG94u4-7qSt&amp;amp;attredirects=0" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="https://4414968340390576199-a-1802744773732722657-s-sites.googlegroups.com/site/sitoegola/home/archivio-immagini/videoconferenzapretaporter.png?attachauth=ANoY7cozzR7qI58QVTWAbhQXnjEXVfkzFd_8wBnOk0DBo_JtKko9LFKq1OJgY26mvuNUiX05dmUbAODtxXO5l_fJYAUgQjklh430ioQ1fYP-ZfQvVczBxlcM7otfnUhLj2ciwDhbIyZMiES5jMXSlPaliBgMJC_jT8W1Ar_CLIRrG6EDAZO4siqbS5jTOf-986OGvInithbcPoxP877NLqNy5ZhxRL5MfA75gKHRZEDOsSor1sDVkJQmWQEgAP6y-IG94u4-7qSt&amp;amp;attredirects=0" style="cursor: pointer; float: left; height: 154px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 154px;" /&gt;&lt;/a&gt;Lo aspettiamo ormai da diversi anni. Chissà se il 2011 sarà quello buono. Cosa aspettiamo? Che chi si occupa della formazione di migliaia di giovani menti risalga finalmente la china del &lt;i&gt;digital divide&lt;/i&gt; e li raggiunga per riuscire a parlare con loro. E non solo per parlare di tecnologia, ma di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnologia, da quando nel 400 a.C. circa veniva chiamata tékne, ha sempre avuto una storia di rapporti complicati con la teoria (e anche con la pratica). Il digital divide è solo una riedizione contemporanea di un vecchio problema. Per tornare a tempi più recenti, prima del digital divide c’erano le due culture (quella umanistica e quella scientifica): questi due sdoppiamenti, tra loro legati,  sono entrambi  pericolosi, perché nel tentativo di salvare una realtà a scapito dell’altra di solito diminuiscono le possibilità di sopravvivenza di entrambe. &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questa premessa per dire che, nella sovrabbondanza di canali di comunicazione e di notizie a disposizione, quello che manca davvero è la capacità di gestirle entrambe. Quello che spero accada nel panorama tecnologico del 2011 e che aumentino i &lt;b&gt;prof. 2.0&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;una tecnologia naturale di base altamente sofisticata&lt;/b&gt; ma che può migliorare tantissimo il modello originale grazie ad un &lt;b&gt;upgrade anche minimo&lt;/b&gt; nelle possibilità di uso di internet, webcam, forum, software per la predisposizione di audiovisivi e materiali didattici, ebook e -per i modelli più avanzati- ambienti virtuali, serious game, &lt;i&gt;realtà aumentata&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questi strumenti sono già abbondantemente integrati nei sistemi digitali che accompagnano le nostre vite quotidiane, mentre tenerli lontani dalle scuole è considerato un obiettivo da perseguire a tutti i costi a salvaguardia della nostra cultura. L’effetto collaterale negativo di questo atteggiamento ideologico si ritorce sull’obiettivo cercato, rappresentando un impoverimento delle possibilità di diffusione della cultura stessa e di quell’atteggiamento di ricerca che dovrebbe invece permearci tutti quando cerchiamo di comprendere e comunicare la ‘realtà’. Poiché la conoscenza oggi passa in grandissima parte attraverso la comunicazione via web, non poterne fruire diventa una nuova forma di discriminazione, consolidata da chi si fa scudo dietro l’alibi del non-volere-contaminazioni-della-cultura-con-la-tecnica.L’esito che abbiamo sotto gli occhi è che sinora, nell'ambito della formazione, si sono impossessati della tecnologia solo coloro che prevedono in questo settore forti possibilità di sviluppo in termini di mercato. Mentre la maggioranza delle istituzioni della formazione utilizza linguaggi e strumenti inadeguati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Chi in didattica ha percorso strade diverse ed è ricorso alla tecnologia e all’innovazione, ha portato in auge volta per volta blog, slides, forum, laboratori (spesso da guardare ma non toccare), e più recentemente piattaforme come moodle, file podcast, reti social media. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Cosa potrebbe offrirci di nuovo o di diverso il 2011? La mia previsione è che, in ambito scolastico, spinti da una mera illusione cognitiva, si diffonderanno le "LIM", &lt;i&gt;lavagne multimediali interattive&lt;/i&gt;, computer dalla forma di lavagna, ma con la stessa complessità di un normale computer.  La mia paura è che tale diffusione si limiti all’introduzione di un nuovo ‘oggetto’ in classe, che potrebbe –per ammissione degli stessi ideatori delle LIM- trasformarsi in un supporto di cartelloni e post-it. Per questo &lt;b&gt;il prof. 2.0 è indispensabile!&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’auspicio è che qualunque strumento hardware si adotti, si diffonda nella pratica un ricorso intelligente a internet e alle videoconferenze,  magari -ma questa suona proprio come una richiesta allo spirito del Natale- tramite un sistema integrato hardware e software a basso costo, cognitivamente ergonomico, che faciliti la vita a tutti gli studenti e insegnanti del mondo: potersi rivolgere direttamente a un esperto, creare reti di persone portatrici di conoscenze di alto livello, mediati da insegnanti-tutor che siano capaci di muoversi in tele rete e far vivere l’aula. Questo consentirebbe di condividere le conoscenze di alto livello degli specialisti, ridurre l’inevitabile decadimento che l’informazione subisce viaggiando sui canali tradizionali per le troppe mediazioni tra mittente e destinatario.&lt;span style="background-attachment: scroll; background-clip: initial; background-color: #92d050; background-image: none; background-origin: initial; background-position: 0% 0%; background-repeat: repeat repeat;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Diversamente da altri strumenti asincroni, come i materiali multimediali preconfezionati, la videoconferenza &lt;b&gt;salvaguarda il contatto&lt;/b&gt; e sincronizza i tempi di produzione e ascolto, facilitando la comprensione.  Diversamente da altri strumenti interattivi, come quelli che fanno uso principalmente della scrittura, consente &lt;b&gt;la trasmissione di un contenuto denso, carico del potere espressivo della comunicazione parlata&lt;/b&gt;. Consente di aumentare le competenze linguistiche, abbattendo le distanze che impediscono &lt;b&gt;l’avvicinamento di comunità di studio appartenenti a diverse popolazioni e a diverse culture&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sarà l’esperienza di lavoro e di vita maturata in un’isola, che nel 2011 dovrebbe avviare per tutte le scuole della Sardegna il progetto &lt;i&gt;Scuola digitale&lt;/i&gt;, ma mi auguro che un uso e un investimento corretto nella tecnologia possa portare alla riduzione delle distanze tra centro e periferia, in una scuola d’eccellenza per tutti gli interessati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elisabetta Gola è presidente del corso di laurea in Scienze della comunicazione, erogato online dall'università degli studi di Cagliari, dove insegna Teoria dei linguaggi e della comunicazione. I suoi interessi di ricerca vertono sull'intelligenza artificiale applicata al linguaggio, con una predilezione per gli usi non letterali, e più recentemente  le sue riflessioni sono approdate a considerare l'impatto delle tecnologie nell'apprendimento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-3950105836946048241?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/3950105836946048241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/elisabetta-gola-didatticamente.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/3950105836946048241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/3950105836946048241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/elisabetta-gola-didatticamente.html' title='Elisabetta Gola – Didatticamente modificati: cyberprof, cyberlearners, cyberschools'/><author><name>Elisabetta Gola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04051654680509466461</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-3824211548018693954</id><published>2010-12-17T08:48:00.014+01:00</published><updated>2010-12-27T13:52:05.673+01:00</updated><title type='text'>Layla Pavone - L'anno che precede la fine del mondo e della pubblicita' cosi' come l'abbiamo pensata da sempre</title><content type='html'>Sara' un anno, il 2011, che ricorderemo? O la tanto preannunciata fine del mondo ci impedira' di archiviare la memoria di quello che, io credo, sara' uno degli anni piu' interessanti nella storia della comunicazione ed in particolare della pubblicita'?&lt;br /&gt;Comunque vada, contando anche sulle rassicurazioni della Nasa che smentisce scientificamente le previsioni nefaste del popolo Maya :-), il prossimo anno sara' certamente costellato da ulteriori innovazioni oltre che dal consolidamento di alcuni fenomeni che stanno rivoluzionando il mondo della comunicazione, ma prima ancora naturalmente della societa'. &lt;br /&gt;Dopo circa 15 anni dall'avvento di Internet in Italia (nel senso di strumento di informazione, relazione e comunicazione di massa) e nonostante gli ostacoli relativi alla mancanza di investimenti in infrastruttura tecnologica e piu' in generale nell'innovazione, le aziende utilizzeranno l'online come la prima piattaforma di comunicazione attorno alla quale far ruotare tutti i processi aziendali. La grande rivoluzione sara' proprio la tecnologia che, quando si parla di marketing e advertising non e' un concetto cosi' banale. Chiedo scusa a coloro i quali masticano tecnologia tutti i giorni poiche' potrebbero davvero giudicare scontato il mio pensiero ma, essendo una "figura ponte" da questo punto di vista (sono "un'internettara" ma anche una "pubblicitaria", avendo avuto la fortuna di essere avanguardia della contaminazione attuale che, pero', 15 anni fa -credetemi- mi faceva passare per un'illusa visionaria) posso serenamente sostenere come la business technology sia stata, fino a non molto tempo fa, quanto di piu' distante per molti marketing manager. &lt;br /&gt;La frammentazione delle audience e la moltiplicazione dell'offerta di contenuti multimediali ha rimesso completamente in discussione 50 anni di regole e paradigmi che, seppur condivisi dall'industria pubblicitaria, nel corso degli ultimi anni si erano allontanati dai reali bisogni dei consumatori diventando obsoleti e sempre meno efficaci. &lt;br /&gt;La tecnologia rivoluzionera' sia la pianificazione pubblicitaria ovvero il media sia la creativita'. L'utilizzo degli algoritmi sara' la base di partenza nei prossimi anni per le pianificazioni online ed anche offline (ovvero su quei mezzi tradizionali che via via si stanno digitalizzando) per poter raggiungere le audience in logica "behavioral" e "re-targeting". Il 2011 sara' l'anno del vero kick-off.&lt;br /&gt;Senza nulla togliere alle ricerche su base campionaria ed anche quelle su base censuaria (vedi Audiweb)che indubbiamente hanno contribuito a rendere piu' confidentigli investitori pubblicitari nelle loro decisioni di inserire internet nel media-mix, sempre piu' all'orizzonte intravedo un futuro che consentira' di intercettare e coinvolgere gli utenti online, gli individui,non tanto per i comportamenti online dichiarati, attraverso le indagini CAPI o CATI, o registrati attraverso i meter, quanto per quelli che in tempo reale verranno tracciati e analizzati dai software, attraverso i cookie, strumento basilare per offrire un'advertising sempre piu' rilevante e coerente rispetto ai comportamenti e a bisogni degli utenti.&lt;br /&gt;Stringhe di testo, codici, dati che vengono registrati e analizzati dai software di pianificazione saranno determinanti per poter offrire messaggi pubblicitari "customizzati" e, presumibilmente, graditi agli utenti e per ricontattarli con precisione nel tempo con offerte su misura. &lt;br /&gt;Tutto questo grazie anche ad una rinnovata capacita' di fare creativita' online che necessariamente dovra' essere "empowered by technology". &lt;br /&gt;Anche il ruolo delle agenzie quindi via via cambiera' ed anche delle relative figure professionali che saranno sempre piu' connotate da una parte da competenze matematico-statistiche e dall'altra umanistico-psicologiche e artistiche. &lt;br /&gt;Dall'altra parte i social-media hanno anch'essi rivoluzionato e sempre piu' rivoluzioneranno il marketing e l'advertising rimettendo in discussione il valore delle marche, e dei prodotti, ormai determinato e condizionato dalle conversazioni fra le persone, restituendo un valore concreto al concetto di "time to market". Gia' oggi conta molto di piu' un giudizio negativo di qualche utente "influencer" postato su un social-network e "viralizzato" dai suoi amici in tempo reale che 800 Grps's televisivi quotidiani. Domani le scelte di marketing saranno guidate dalla capacita' di ascoltare i bisogni ed i sogni degli individui che ne determineranno le strategie. Una "supply chain up side down" che influenzera' totalmente le scelte di produzione di beni e servizi delle aziende. Un'economia basata non tanto sulla persuasione delle aziende nei confronti dei consumatori per indurli all'acquisto di determinati prodotti e servizi quanto sulla dissuasione da parte dei consumatori nei confronti delle aziende a produrre beni materiali e immateriali che non siano il frutto delle loro scelte consapevoli e condivise.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-3824211548018693954?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/3824211548018693954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/layla-pavone-lanno-che-precede-la-fine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/3824211548018693954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/3824211548018693954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/layla-pavone-lanno-che-precede-la-fine.html' title='Layla Pavone - L&apos;anno che precede la fine del mondo e della pubblicita&apos; cosi&apos; come l&apos;abbiamo pensata da sempre'/><author><name>Destiny</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-5001355874128766803</id><published>2010-12-16T15:10:00.007+01:00</published><updated>2010-12-16T15:26:31.643+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='futuro del giornalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='citizien journalism'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='wikileaks'/><title type='text'>Macri Puricelli - Dopo Wikileaks. Il giornalismo partecipativo e l' impegno contro il divario digitale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_g5NhCqH0LTo/TQofpq_V18I/AAAAAAAAA8Q/RVpTOPjG2F0/s1600/wikileaks.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 302px; height: 302px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_g5NhCqH0LTo/TQofpq_V18I/AAAAAAAAA8Q/RVpTOPjG2F0/s320/wikileaks.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551284291462617026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align="LEFT"&gt;I giornali di carta forse spariranno. O piuttosto troveranno &lt;b&gt;nuove convergenze &lt;/b&gt;fra carta, web e multimedia.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Ciò che di sicuro non scomparirà nel 2011 sarà il giornalismo partecipativo&lt;/b&gt;, quel citizien journalism che è molto cresciuto nell'ultimo biennio e la cui potenza è diventata chiara a tutti a fine 2010 con la pubblicazione di documenti riservati da parte di &lt;a href="http://mirror.wikileaks.info/"&gt;Wikileaks&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un caso inedito nella storia della stampa: &lt;b&gt;800 giornalisti non professionisti hanno trasformato questo sito in una fabbrica di scoop. &lt;/b&gt;Spiazzando la stampa mondiale. E aprendo al strada alla condivisione delle competenze rispetto alle informazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma lo scontro cui abbiamo assistito attorno a Wikileaks e Julian Assange&lt;/b&gt;, con le questioni che solleva dal punto di vista dell'informazione, ha basi lontane nel tempo. E' lo sviluppo clamoroso delle prime realtà di web attivismo nel giornalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Uno sviluppo avvenuto nell'ultimo decennio&lt;/b&gt; anche grazie alla crescita altrettanto clamorosa della Rete, sia dal punto di vista tecnologico che di utilizzo di massa in cui le politiche dell'accesso (sia di infrastruttura che di alfabetizzazione) giocano un ruolo primario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sono le basi di un nuovo giornalismo attraverso la Rete cresciuto alla fine degli anni Novanta&lt;/b&gt; con esperienze note come &lt;a href="http://www.indymedia.org/it/index.shtml"&gt;Indymedia&lt;/a&gt; o &lt;a href="http://it.peacereporter.net/"&gt;PeaceReporter&lt;/a&gt;. Ampliate all'inizio del nuovo millennio con il Citizien Journalism di avventure come &lt;a href="http://www.agoravox.it/"&gt;Agora Vox&lt;/a&gt;  e &lt;a href="http://www.youreporter.it/"&gt;YouReporter&lt;/a&gt;. O anche legate al giornalismo tradizionale come &lt;a href="http://ireport.cnn.com/"&gt;IReport&lt;/a&gt; della Cnn.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2011, e negli anni che verranno,&lt;b&gt; il  giornalismo d'inchiesta e quello investigativo&lt;/b&gt; (anche di carta) potranno trovare nuova forza e nuovi supporti (la Rete, il web, i Social network) sui quali basare le proprie fortune. E nuove forme di collaborazione di cui Wikileaks è solo la straordinaria punta di un iceberg.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il concetto “liberariamo l'informazione”,&lt;/b&gt; nato non certo nelle redazioni, sta travolgend il giornalismo e tutto il mondo dell'informazione. Ma è il presupposto necessario e benvenuto a nuove forme di collaborazione fra chi sta dentro e chi sta fuori delle redazioni. Per il bene dell'informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;b&gt;Nel 2011 non sarà più rinviabile la partita fra giornalisti “tradizionali” e cittadini-testimoni-reporter sul campo&lt;/b&gt; Non  si potrà evitare di fare i conti con la massa di informazione (buona, cattiva, seria,falsa, documentale) che i cittadini riescono a pubblicare in rete e a diffondere in modo virale attraverso social network e piattaforme blog evolute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ciò, rileva un'analisi del &lt;a href="http://www.niemanlab.org/"&gt;NiemanLab&lt;/a&gt;, è possibile solo &lt;b&gt;pensando storicamente al percorso intrapreso dal giornalismo digitale negli ultimi dieci anni. &lt;/b&gt;Un decennio in cui la maggior parte dei giornalisti italiani ha fatto finta di non vedere. Bisognerà  comprendere il modo in cui hacker e tecnocrati possono oggi plasmare e indirizzare il  flusso di informazioni che arriva ogni giorno sul nostro pc.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Nel 2011, molto più di oggi, &lt;b&gt;quando si cercheranno notizie attraverso un motore di ricerca&lt;/b&gt; quelle che arriveranno dalle testate giornalistiche e quelle dei blog avranno pari dignità agli occhi di un lettore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprattutto se esperienze nuove di giornalismo partecipativo in cui&lt;b&gt; giornalisti e cittadini lavorano insieme per un obiettivo comune, un'informazione trasparente e sincera&lt;/b&gt; (vedi &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.valigiablu.it/"&gt;La Valigia Blu&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; e le manifestazioni romane del 14 dicembre 2010) riusciranno a filtrare, mediare, controllare le fonti, organizzare i contenuti anche attraverso database, infografiche, ipertesti, informazioni georeferenziate. Rendendo più facile il percorso del lettore. Perché sempre di più sarà il lettore a decidere a chi credere. A scegliere dove e come leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questa ragione &lt;b&gt;appare sempre più improrogabile un'azione pubblica &lt;/b&gt;(ma sarà difficile che ciò avvenga, e non solo per questioni economiche)&lt;b&gt; sull'alfabetizzazione culturale e tecnologica a Internet.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non saranno Comuni, Province e Regioni a farsene carico, ci si aspetta un maggiore impegno sul territorio almeno &lt;b&gt;da realtà pubblico-private che sulla tecnologia vivono&lt;/b&gt;, come i Parchi scientifici. O da soggetti totalmente privati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2011 sarà ancora più chiaro come &lt;b&gt;il divario digitale di oggi &lt;/b&gt;(e parlo solo nell'Italia) ponga le basi non solo di nuove povertà, ma anche di monopolio di flusso informativo sia in entrata (chi pubblica informazioni e contenuti) sia in uscita (chi riesce a trovare queste informazioni e utilizzarle).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sul fronte della stampa, sarà il momento giusto per lavorare con chi sta fuori. &lt;/b&gt;Per condividere competenze. Per recuperare notizie dalla Rete. Per produrre informazione di qualità in collaborazione e condivisione con la comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' quella che &lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;a href="http://benoitraphael.com/"&gt;Benoit Raphael&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; , co-fondatore del Post francese, chiama la &lt;b&gt;“redazione sociale”&lt;/b&gt;. Una nuova avventura per i giornalisti, se ci crederanno e ci investiranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, nel 2011 in Italia, &lt;b&gt;la differenza tra un blogger e un giornalista della carta stampata&lt;/b&gt; sarà la stessa di oggi: il secondo sarà un professionista pagato e il primo no.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-5001355874128766803?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/5001355874128766803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/macri-puricelli-dopo-wikileaks-il.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/5001355874128766803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/5001355874128766803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/macri-puricelli-dopo-wikileaks-il.html' title='Macri Puricelli - Dopo Wikileaks. Il giornalismo partecipativo e l&apos; impegno contro il divario digitale'/><author><name>macri puricelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12969674321929220029</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g5NhCqH0LTo/TQofpq_V18I/AAAAAAAAA8Q/RVpTOPjG2F0/s72-c/wikileaks.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-4158628270657704301</id><published>2010-12-15T17:59:00.009+01:00</published><updated>2010-12-15T18:43:36.674+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='robotica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bioinformatica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informatica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='università'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='medicina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='assistenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Torino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Elìa Bellussi – Informatica e robotica. Ambiente ed uomo.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uyk62LFV68c/TQj2sBhOZkI/AAAAAAAAAJA/TMxlJ4i4ksw/s1600/ritratto.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 163px; height: 222px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uyk62LFV68c/TQj2sBhOZkI/AAAAAAAAAJA/TMxlJ4i4ksw/s320/ritratto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550957776916604482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:100%;" &gt;La storia è un’ottima insegnante per poter capire il futuro, ma va studiata con attenzione, tanto più che essa, da sola, non basta per comprendere appieno il mondo ed il suo probabile sviluppo. Ad essa, per forza di cose, vanno unite la sociologia, la psicologia, l’economia, l’antropologia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:100%;" &gt;Resto, comunque, sempre molto critico sulle previsioni degli sviluppi futuri della società e, quindi, anche delle tecnologie da essa adoperate, pertanto non me la sento di affermare con certezza, né ipotizzare, quale, secondo me, potrebbe essere il campo o la tecnologia che sarà predominante nel 2011. Posso solo affermare quali, secondo me, dovrebbero essere i campi sui quali si dovrebbe puntare, od almeno, porre maggiore attenzione.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In quest’epoca d’evoluzione delle tecnologie dei media, passando dalla carta stampata alla “carta digitale” sugli e-book o dalle radio e televisione analogiche, passando per le trasmissioni via web, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;alle radio e televisione digitali (per cui si prospetta che un utente possa interagire), i campi nei quali si sta facendo passi da gigante sono quelli meno visibili ma che influenzano la qualità della vita di tutti i giorni, ancor di più delle evoluzioni nel campo della comunicazione mediatica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In quest’epoca di cambiamenti climatici più o meno evidenti, di disastri ambientali e problematiche legate al territorio; in quest’epoca, in cui la ricerca medica e biologica sta plasmando le tecniche di cura, la ricerca nel campo della robotica si sta orientando sempre più verso quella branca della stessa che è definita “di servizio”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Se, limitandoci all’Italia, da un lato abbiamo il polo scientifico, aerospaziale e robotico di Torino, formato dall’Università, dal Politecnico e dalle molte aziende del settore, dall’altro c’è la ricerca per quanto concerne la robotica e l’informatica nel campo della medicina e della biologia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tramite la ricerca nel campo dell’aerospaziale, si può fornire un supporto (a parte l’ambito militare) nella difesa del territorio e nella sicurezza. Non è da dimenticare, infatti, lo studio sui &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Drone_%28robotica%29"&gt;droni&lt;/a&gt; (già usati, tra l’altro, anche dalla protezione civile), i quali permettono di poter vedere, senza essere fisicamente presenti, lo stato di un territorio. Esempio pratico ne è il progetto SMAT-F1, progetto europeo per lo sviluppo di droni unmanned. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non è poi da dimenticare, l’enorme impegno che si sta portando avanti, anche in collaborazione con l’ESA e con &lt;st1:personname productid="la NASA" st="on"&gt;la NASA&lt;/st1:personname&gt;, per quanto riguarda lo sviluppo di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rover_%28astronautica%29"&gt;rover&lt;/a&gt; per l’esplorazione spaziale. Gli stessi studi che vengono applicati allo sviluppo di droni per la sicurezza, come, ad esempio, quelli per disarmare probabili ordigni esplosivi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tramite la ricerca nel campo della bioinformatica e nella robotica di servizio in campo medicale, si stanno compiendo enormi passi in avanti per quanto riguarda la telemedicina, la ricerca di cure, lo sviluppo di sistemi intelligenti per la diagnosi, la prognosi e l’anamnesi, la microchirurgia, l’assistenza agli anziani ed ai disabili (in quest’ultimo caso si sta cercando di creare dei sistemi robotici che, in tutt’uno con il sistema domotico, possano occuparsi delle problematiche che influenzano la vita dell’utente).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’utilizzo di sistemi touchscreen o remoti, vedi telecomandi, rende assolutamente più semplice ed intuitivo il controllo degli apparati e si sta puntando ad uno sviluppo ancora più radicale. Di poco tempo fa la notizia che uno studente ha sviluppato un software in grado di scrivere in base alle onde elettromagnetiche celebrali, emesse dall’utente del sistema apposito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Da qui allo sviluppo di un telecomando che non necessiti di essere manipolato, la strada sarà ancora lunga ma certamente è evidente come si cerchi di sviluppare tecnologie che rendano più comoda la vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma non ci si deve limitare a questo. Se da un lato si cerca di sviluppare tecnologie che semplifichino la vita, così da non poter essere presenti, per poter interagire, dall’altro, sempre più archivi e musei puntano ad una vetrina più ricca e completa, sul web, così da rendere fruibile ad un pubblico sempre maggiore le loro collezioni, oppure, sempre più aziende, centri di ricerca, università puntano al recupero di tutto quel materiale digitale archiviato in supporti oramai obsoleti, cercando di salvaguardarlo per poterlo riutilizzare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Si cerca, quindi, di poter recuperare tutto quel sapere che rischia di essere perduto e di divulgarlo o di renderlo nuovamente fruibile, da una parte, ai “visitatori”, dall’altra agli addetti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La via è segnata; sarà il 2011 od un anno successivo, in cui troveranno sbocco queste nuove tecnologie, questo non posso certamente dirlo, ma si sta puntando sulla semplificazione estrema dell’interazione e sulla salvaguardia del capitale culturale. Due visioni che ad una prima occhiata sono diametralmente opposte ma che, per forza di cose, corrono di pari passo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;---&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Studente d’Informatica presso l’Università degli Studi di Torino. Appassionato d’Intelligenza Artificiale e Storia dell’Informatica, ha partecipato come staff a svariati portali per la traduzione dall’inglese di notizie tecniche e comunicati stampa legati al mondo dell’informatica. C&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:100%;" &gt;reatore di un sito web che funge da archivio, con fini di divulgazione, inerente &lt;st1:personname productid="la Storia" st="on"&gt;la Storia &lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;dell’Informatica. Sempre dell’argomento ha scritto anche per &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:100%;" &gt;&lt;st1:personname productid="la Storia" st="on"&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;st1:personname productid="la Piscopo Editore." st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Piscopo" st="on"&gt; Piscopo&lt;/st1:personname&gt; Editore.&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-4158628270657704301?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/4158628270657704301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/elia-bellussi-informatica-e-robotica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/4158628270657704301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/4158628270657704301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/elia-bellussi-informatica-e-robotica.html' title='Elìa Bellussi – Informatica e robotica. Ambiente ed uomo.'/><author><name>Elia Bellussi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15780411441374879883</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uyk62LFV68c/TQj2sBhOZkI/AAAAAAAAAJA/TMxlJ4i4ksw/s72-c/ritratto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-413182307639970020</id><published>2010-12-15T10:21:00.010+01:00</published><updated>2010-12-15T11:46:00.205+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tokyo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='futuro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='locale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mobilità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iperlocale'/><title type='text'>Luca Mascaro - un futuro di servizi vicini alla tua vita</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://senseable.mit.edu/network/images/base.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://senseable.mit.edu/network/images/base.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Nella storia dell'uomo i pensatori e i progettisti hanno sempre cercato di intravvedere e definire il futuro attraverso racconti, sogni e visioni che il più delle volte non si sono rivelate realistiche nel breve termine ma più in uno spazio di qualche anno o decennio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo piccolo preambolo mi serve per sottolineare che quanto sto per andare a scrivere su queste pagine da progettista probabilmente non sarà ciò che si concretizzerà in massa nel 2011 ma piuttosto sarà un fenomeno che terrà occupata la mente di molte menti nel mondo intero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dire cosa avverrà nel 2011 è abbastanza facile in quanto le tendenze di innovazione negli ultimi tre anni sono state abbastanza lineari: si parlerà sempre più di mobilità, sempre più di life streaming e di un parallelismo sincrono tra la vita reale e la vita virtuale; cose che oramai conosciamo e viviamo quotidianamente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È da queste ovvietà che voglio partire per dire cosa invece sta iniziando a girare sempre più nella mente degli ideatori e dei progettisti con cui mi confronto quotidianamente vale a dire la realizzazione di un concetto molto semplice: &lt;b&gt;avvicinare i prodotti e i servizi digitali ad un piano fisico per migliorare la vita quoditiana delle persone attraverso una serie di esperienza aumentate.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La domanda ora è chiaramente: di cosa stiamo parlando concretamente?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I prodotti e i servizi digitali (in particolare questi ultimi) negli ultimi anni dopo aver corso lungo i concetti della socialità hanno scoperto la possibilità di prendere una connotazione geografica per cui, specialmente in mobilità, si è iniziato a posizionare l'utilizzo dei servizi presso un luogo (per capirci: dalle news locali all'elenco dei tuoi amici nei dintorni) e questo lo vediamo quotidianamente nelle applicazioni installate nei nostri cellulari.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi però nello scorso biennio si è occupato di definizione di servizi si è reso conto di un fattore ulteriore alla sola localizzazione spaziale vale a dire la localizzazione temporale. Oggi siamo capaci di sapere chi usa un determinato servizio, in un determinato luogo, in un determinato tempo (un po' come per il concetto degli &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Spime"&gt;spime di Sterling&lt;/a&gt;)  il che di conseguenza ci permettere di assumere in quale contesto di vita una persona si muove.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo in termini pratici ha permesso la concretizzazione dei &lt;a href="http://www.lucamascaro.info/blog/innovation/un-web-iperlocale-e-possibile.html"&gt;servizi locali e iperlocali&lt;/a&gt; come &lt;a href="http://www.yelp.com/"&gt;Yelp&lt;/a&gt; che all'ora di pranzo in un certo luogo ti possono suggerire automaticamente un ristorante vicino con posti liberi ed il suo menù del giorno (che probabilmente sarà allineato ai tuoi gusti).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così, i servizi iniziano già oggi ad essere uno strumento che ci migliora e ci semplifica le piccole cose che facciamo nella nostra vita, dandoci un ritorno di valore reale e riportandoci a scoprire un mondo fisico che vale sicuramente la pena di essere scoperto e esplorato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questa realtà si concretizzerà sempre più nel 2011 ma c'è chi, come me, pensa già di andare oltre. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Infatti oggi questo sistema funziona perchè un'utente scopre il servizio, si interessa, lo sceglie, lo adotta e attivamente si interessa all'uso (ad esempio il fare check-in su &lt;a href="http://foursquare.com/"&gt;foursquare&lt;/a&gt;); ma il passo successivo che si stà immaginando sarà una totale trasparenza nell'adozione attraverso la fisicizzazione dei servizi attraverso gli oggetti connessi e la loro integrazione con l'architettura degli edifici e la strutturazione delle città.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In Giappone infatti città come Tokyo stanno strutturando delle logiche di servizi digitali urbani (ad esempio all'interno della metropolitana JR) che aumentino l'esperienza quotidiana migliorandola o ancora si stanno &lt;a href="http://www.tokyo-skytree.jp/english/"&gt;edificando strutture&lt;/a&gt; con una altissima densità di connessioni digitali e sensori di input/output che permetteranno ai progettisti di concepire servizi nativamente integrati all'interno degli spazi vivibili.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Insomma, sicuramente nel futuro 2011 saremo in mobilità, probabilmente ci muoveremo su prodotti e servizi con scopi sempre più locali, ma parleremo di come cambieranno le nostre città quando il mondo digitale e il mondo fisico saranno sovrapposti creando delle &lt;a href="http://senseable.mit.edu/"&gt;città sensibili&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-413182307639970020?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/413182307639970020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/luca-mascaro-un-futuro-di-servizi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/413182307639970020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/413182307639970020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/luca-mascaro-un-futuro-di-servizi.html' title='Luca Mascaro - un futuro di servizi vicini alla tua vita'/><author><name>Luca Mascaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11448781252124884824</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.lucamascaro.info/photos/luca.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-2422084082347823914</id><published>2010-12-14T15:04:00.008+01:00</published><updated>2010-12-14T15:36:03.170+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='realtà aumentata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Control'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet of thing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interaction'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='design'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Augmented Reality'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet degli oggetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AR'/><title type='text'>Mauro Rubin - Estendere i nostri sensi nel mondo reale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm6.static.flickr.com/5125/5260322885_9663858b39_m.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 179px; height: 240px;" src="http://farm6.static.flickr.com/5125/5260322885_9663858b39_m.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, serif; font-size: 15px; "&gt;Negli ultimi 5 anni  si sono sviluppati  nuovi modelli di collaborazione sociale, sono stati aperti mercati e canali di comunicazione all’avanguardia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11pt;"&gt;Gli smartphone (e le tariffe flat delle Telco) ci permettono di mostrare la nostra posizione in ogni momento (&lt;a href="http://foursquare.com/"&gt;foursquare.com&lt;/a&gt;), i nostri gusti e interessi (&lt;a href="http://facebook.com/"&gt;facebook.com&lt;/a&gt; / &lt;a href="http://twitter.com/"&gt;twitter.com&lt;/a&gt;) e immagini divita quotidiana (&lt;a href="http://flickr.com/"&gt;flickr.com&lt;/a&gt; / &lt;a href="http://youtube.com/"&gt;Youtube.com&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, serif; font-size: 15px; "&gt;Reperire e condividere informazioni è diventato semplice e alla portata di  tutti (&lt;a href="http://wikipedia.org/"&gt;wikipedia.org&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT" style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, serif; font-size: 15px; "&gt;I media si sono evoluti così velocemente che il mondo non è riuscito a metabolizzare il  loro cambiamento. E’ stata sufficiente l’introduzione di un’applicazione che fornisse la lettura di “giornali digitali” per sconvolgere il settore dell’editoria (aumentando però  la diffusione dei tablet).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Il mondo della politica (quella italiana in primis)  fa quotidianamente i conti con i contenuti multimediali (blog, video, podcast etc...) che tracciano le scelte, le opinioni perfino la vita di ogni rappresentante di partito, e suscitano la reazione immediata dell’ opinione pubblica. Ci sono  addirittura esempi di liste civiche con programmi elettorali creati  collettivamente  attraverso la rete. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11pt;"&gt;Recentemente abbiamo anche assistito ad un evento che ha fatto tremare i governi: la pubblicazione sulla rete (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/WikiLeaks"&gt;wikiLeaks&lt;/a&gt;) di informazioni riservate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, serif; font-size: 15px; "&gt;Quando leggi i rapporti dei servizi segreti USA sul tuo iPhone non puoi fare a meno di realizzare  che il mondo è cambiato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT" style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Come diceva &lt;b&gt;Derrick de Kerckhove&lt;/b&gt;, padre della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.mediamente.rai.it%2FHOME%2Fbibliote%2Fintervis%2Fd%2Fdekerc06.htm&amp;amp;sa=D&amp;amp;sntz=1&amp;amp;usg=AFQjCNENgyHY3WFjSQmFDKh8bPf8dSeBIw"&gt;teoria&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.mediamente.rai.it%2FHOME%2Fbibliote%2Fintervis%2Fd%2Fdekerc06.htm&amp;amp;sa=D&amp;amp;sntz=1&amp;amp;usg=AFQjCNENgyHY3WFjSQmFDKh8bPf8dSeBIw"&gt; &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.mediamente.rai.it%2FHOME%2Fbibliote%2Fintervis%2Fd%2Fdekerc06.htm&amp;amp;sa=D&amp;amp;sntz=1&amp;amp;usg=AFQjCNENgyHY3WFjSQmFDKh8bPf8dSeBIw"&gt;della&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.mediamente.rai.it%2FHOME%2Fbibliote%2Fintervis%2Fd%2Fdekerc06.htm&amp;amp;sa=D&amp;amp;sntz=1&amp;amp;usg=AFQjCNENgyHY3WFjSQmFDKh8bPf8dSeBIw"&gt; &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.mediamente.rai.it%2FHOME%2Fbibliote%2Fintervis%2Fd%2Fdekerc06.htm&amp;amp;sa=D&amp;amp;sntz=1&amp;amp;usg=AFQjCNENgyHY3WFjSQmFDKh8bPf8dSeBIw"&gt;coscienza&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.mediamente.rai.it%2FHOME%2Fbibliote%2Fintervis%2Fd%2Fdekerc06.htm&amp;amp;sa=D&amp;amp;sntz=1&amp;amp;usg=AFQjCNENgyHY3WFjSQmFDKh8bPf8dSeBIw"&gt; &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.mediamente.rai.it%2FHOME%2Fbibliote%2Fintervis%2Fd%2Fdekerc06.htm&amp;amp;sa=D&amp;amp;sntz=1&amp;amp;usg=AFQjCNENgyHY3WFjSQmFDKh8bPf8dSeBIw"&gt;collettiva&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;II computer è una psico-tecnologia, ossia un'estensione del nostro pensiero che si esterna attraverso il linguaggio, estensione della nostra mente&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Abbiamo esteso il nostro pensiero attraverso una rete collettiva mondiale. Ma non si tratta di un punto di arrivo, bensì di qualcosa di rivoluzionario: l’estensione dei nostri sensi e delle nostre percezioni nel mondo reale, attraverso quello digitale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; "&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;b&gt;Ci sono poi i limiti fisici e l’estetica&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; "&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, serif; font-size: 15px; "&gt;Fino a qualche hanno fa un uomo senza gambe poteva correre solo su una sedia a rotelle. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, serif; font-size: 15px; "&gt;Poi sono arrivati  Pistorius  che ha dimostrato il contrario, e Wired che ha realizzato una copertina con Aimee Mullins. Un bel ritratto e nessun imbarazzo per un’estetica perfetta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;b&gt;E il futuro?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;La diffusione di sensori e droni collegati in rete ci permetteranno di unire la realtà e i mondi digitali. Il futuro della Internet degli oggetti è, e sarà ancora di più, strettamente connesso alla realtà aumentata. Tra pochi mesi potremo ottenere informazioni su tutto ciò che ci circonda grazie a nuove tecnologie emergenti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Potremo per esempio guidare un drone  usando come console degli occhiali e le nostre mani. Lo  sopra le cascate del Niagara e con i suoi sensori (olfattivi e visivi) garantiràl’esperienza di una guida immersiva in piena regola. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Aumenteremo la nostra capacità di apprendimento attraverso simulazioni che operano grazie al binomio vincente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;realtà/oggetti virtuali interattivi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; . Essere in un luogo non precluderà la possibilità di interagire con oggetti che sono fisicamente in un altro. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in; line-height: 115%"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Dopo la condivisione del sapere  avremo la possibilità di aprire l’utilizzo degli oggetti a esperienze open source.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0in"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-2422084082347823914?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/2422084082347823914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/mauro-rubin-estendere-i-nostri-sensi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/2422084082347823914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/2422084082347823914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/mauro-rubin-estendere-i-nostri-sensi.html' title='Mauro Rubin - Estendere i nostri sensi nel mondo reale'/><author><name>Nemolog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04660617607534879498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_rXdEN_Pvw/TPf2oGpd5bI/AAAAAAAAAH8/DC3eMLsrVaM/S220/meRolling.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5125/5260322885_9663858b39_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-821996211567431902</id><published>2010-12-13T11:25:00.009+01:00</published><updated>2010-12-13T11:40:19.095+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='social'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blogging'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='brand'/><title type='text'>Francesco Gavello - Quale futuro per i blog?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://francescogavello.it/supporto/francesco-gavello-il-futuro-del-blogging.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://francescogavello.it/supporto/francesco-gavello-il-futuro-del-blogging.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Durante l’ultimo lustro più volte la rete si è chiesta quando fosse ora di decretare la consueta morte dei blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giusto dopo qualche mese di vita, liquidandoli a semplici esperimenti di nuova editoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la loro crescita, riducendoli a interesse di pochi e degni di un’attenzione che andava via via scemando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Durante la loro esplosione e maturità, condannandoli perentoriamente a morte certa, inflitta questa dai più scattanti social network e dai servizi di microblogging.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non stupisce quindi che, concluso un altro anno, si guardi al futuro cercando di decifrare, se non la morte (ipotesi quantomeno scontata, ormai) almeno qualche segnale della loro prossima ...evoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale futuro per i blog, insomma?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domandarsi quale sorte attenda i blog (e il bloggare, in senso più ampio) è un po’ come chiedersi che fine faranno ...i siti web. O la rete stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi spiego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Blog” è, come mi piace ripetere, solo una parola.&lt;br /&gt;Ciò che conta, davvero, è l’idea alle spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!– more –&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovvero un mezzo per trasportare idee, valori e in modo più ampio ...contenuti.&lt;br /&gt;Già, contenuti. Il cuore del discorso in questo caso è la distribuzione dei contenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come evolveranno durante i prossimi mesi i mezzi in grado di diffondere contenuti? E quanto di ciò che già conosciamo questi mezzi si lasceranno alle spalle perché non più indispensabile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I blog sono stati (e sono ancora, per molti versi) ottimi mezzi per distribuire contenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stati, nei loro primi anni di vita, ottime basi su cui sviluppare reti di contenuti e relazioni. Per portare intorno a sé persone con le quali scambiare informazioni ristrette a precise nicchie, ottenere feedback, costruire una reputazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il passare degli anni, i social network hanno insidiato sempre più da vicino questa capacità di costruire reputazione, proponendo delle soluzioni preconfezionate dalla minima soglia di ingresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E nel tempo, i social network hanno reso queste dinamiche sempre più trasparenti, immediate, intuitive per chi, di pianificare e costruire un blog per ottenere lo stesso risultato, non ne aveva per nulla intenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre &lt;a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007941"&gt;il numero di blog sembra ancora salire&lt;/a&gt; a fine 2010, a molti sembra paradossalmente di vedere meno attività sulla blogosfera rispetto anche solo a 6-12 mesi fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché oggi la gente &lt;a href="http://mashable.com/2009/08/19/social-media-screening/"&gt;cerca lavoro sui social&lt;/a&gt;, trova clienti sui social, riceve e dona consigli sui social. Tutto è immediato, rapido e facilmente accessibile. Molto più immediato, rapido e accessibile di quanto lo sarebbe su un blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I social network sono i nuovi veicoli della reputazione. Reputazione che lavora su una rete di contatti molto più vasta e disponibile allo scambio di quanto potrebbe fare quella di un singolo blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non per questo, nel 2011 mi aspetto la morte dei blog, né un qualche ripido declino in termini numerici o di effettiva attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I blog perderanno forse parte del loro appeal tra i nuovi arrivati, in alcuni casi in mera immediatezza e praticità. Si vedranno contaminare sempre più da derive a là “social sharing” dove già i Like Button di Facebook e le condivisioni di Twitter e LinkedIn stanno spianando la strada. E trarranno vantaggio da queste contaminazioni per portare in casa alcune delle peculiarità degli stessi social.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimarranno però ancora per parecchio tempo la "casa sicura" per aziende e brand. Un luogo dove non dipendere da padroni di casa a volte fin troppo abili nel girare la frittata o rivoluzionare i loro approcci. Un luogo dove poter pianificare strategie, diffondere i propri contenuti e promuovere la propria reputazione marcando chiaramente il ruolo dei social come utili (certamente utili) strumenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché i blog, dopotutto, sono nati per sopperire una serie di necessità.&lt;br /&gt;I social network, beh, anch'essi sono arrivati a sopperire delle necessità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma solo alcune di queste erano comuni tra loro. Esiste (e resiste) un panorama decisamente interessante per chi si vorrà avventurare ancora nel 2011 nel mondo del blogging.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;immagine: &lt;a href="http://www.istockphoto.com/stock-photo-4719675-global-community-europe.php"&gt;iStockPhoto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Note sull’autore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Gavello è consulente web &amp; social media coach. Torinese, 28 anni, scrive di blogging, marketing e promozione in rete su www.francescogavello.it. In una sola frase? Aiuta le aziende e i liberi professionisti ad ottenere successo e visibilità in rete.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-821996211567431902?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/821996211567431902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/francesco-gavello-quale-futuro-per-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/821996211567431902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/821996211567431902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/francesco-gavello-quale-futuro-per-i.html' title='Francesco Gavello - Quale futuro per i blog?'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-5649415225657832646</id><published>2010-12-12T22:34:00.006+01:00</published><updated>2010-12-13T10:43:21.918+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='futuro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='facebook'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nicchie'/><title type='text'>Alessandro Nasini - Il valore sarà nelle nicchie</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CCKZMNhziaE/TQVA2SFGWiI/AAAAAAAAACE/pk07Sbw09Xk/s1600/100_0468-nasini-quadrato-150x150.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 150px; height: 150px; float: left;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549913417114343970" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CCKZMNhziaE/TQVA2SFGWiI/AAAAAAAAACE/pk07Sbw09Xk/s320/100_0468-nasini-quadrato-150x150.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo l'ubriacatura di Facebook - botte di vino da poco nella quale volenti o nolenti siamo caduti tutti, consapevoli e ignari, addetti ai lavori e semplici passanti - torneremo a scegliere con cura la bottiglia buona e bere con moderazione e consapevolezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torneremo, ma in realtà stiamo già tornando da qualche tempo, a quei confortevoli ambienti poco affollati, pochi simili con interessi omogenei o pochi aspiranti a gruppi e caste ben definite. Continueremo a buttare un occhio a Facebook - quello attuale, il prossimo o quello dopo ancora - così come continueremo a cercare i luoghi affollati per curiosità o per paura di perderci il social network del secolo, ma sempre con minore frequenza, partecipazione, entusiasmo ed affezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piano piano, mese dopo mese, riprenderemo a cercare il forum specializzato sul pizzo a tombolo, il club dei fuoristradisti monomarca (forse addirittura monomodello), il club per quelli che guidano solo moto rosse e quelli che mangiano solo sushi, anzi no, solo sahimi e solo di tonno. Torneremo insomma alle nicchie (verticali e orizzontali) e la somma delle nicchie supererà in volume e (soprattutto) in valore la massa dei network generalisti. Che se ci pensate, Internet serve alle nicchie per trovarsi e riconoscersi: le masse si trovano e si riconoscono già allo stadio o nelle piazze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questa evoluzione si accorgeranno e migreranno prima gli utenti più smaliziati, poi quelli che si fanno trainare dal "... ho trovato un posto dove..." detto dall'amico, poi lo capiranno i media. Per ultime - buone ultime come di regola - se ne accorgeranno le aziende. E allora inizierà l'età d'oro dei contenuti di qualità, dei budget segmentati, del branding mirato, del marketing one-to-one e di molte altre cose che magari vi racconterò in una prossima occasione.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-5649415225657832646?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/5649415225657832646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/alessandro-nasini-il-valore-sara-nelle.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/5649415225657832646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/5649415225657832646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/alessandro-nasini-il-valore-sara-nelle.html' title='Alessandro Nasini - Il valore sarà nelle nicchie'/><author><name>Alessandro Nasini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00523334200051944885</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_CCKZMNhziaE/TQNNCEYuYgI/AAAAAAAAABg/5XQi5vwbcrc/S220/100_0468-nasini-quadrato-200x200.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CCKZMNhziaE/TQVA2SFGWiI/AAAAAAAAACE/pk07Sbw09Xk/s72-c/100_0468-nasini-quadrato-150x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-8194520411695372292</id><published>2010-12-11T19:35:00.005+01:00</published><updated>2010-12-11T20:05:10.555+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nokia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Symbian'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Android'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Apple'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Windows Mobile'/><title type='text'>Jacopo Famularo - Smarphones: passato e presente... e futuro?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKmdOW0cVEs/TQPJ2t1DwRI/AAAAAAAAABE/LEFQ50lDPBk/s1600/iphone-4.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 142px; height: 236px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKmdOW0cVEs/TQPJ2t1DwRI/AAAAAAAAABE/LEFQ50lDPBk/s400/iphone-4.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549501107702841618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Musica, schermi High Definition, film, fotografie ad alta densità di pixel e videogames: chi se lo sarebbe mai aspettato?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;A questo punto ci si potrebbe chiedere se siano ancora capaci di telefonare...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Brevemente si potrebbe ricondurre la storia dei nostri fidi e inseparabili telefoni cellulari partendo dal loro boom, attorno alla fine degli anni ’90, quando iniziarono ad essere presenti nelle tasche dei più, facendo scemare l’idea che li rendeva accessibili solo ai business men.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Insomma, verso gli inizi del XXI secolo, il mondo della telefonia, piccole eccezioni a parte, era ancora in una forma fetale che, a distanza di pochi anni avrebbe dato vita ad una vera e propria egemonia di mercato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Se dunque molti di noi conoscono pochi dei centinaia di dispositivi disponibili oggi sui banchi espositori dei vari centri commerciali, non molto più di dieci anni fa i più possedevano lo stesso telefono o comunque un modello che non distava molto dal primo e che assumeva una forma molto caratteristica, tanto da farlo soprannominare, tra i più giovani, il “mattone”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Se però in quel momento molti possedevano lo stesso telefono per questioni di scarsità di scelta, non si può dire lo stesso per quanto riguarda l’amatissimo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nokia_3310"&gt;Nokia 3310&lt;/a&gt;!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Ebbene, esso fu uno dei dispositivi più venduti al mondo, sia per il prezzo abbastanza accessibile, sia per la semplicità d’uso e L’ESPERIENZA UTENTE che regalava.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Innovativo, semplice, simpatico, esteticamente bello e anche utilizzabile per svagarsi, il Nokia 3310 fu il primo telefono veramente innovativo, con i suoi testi sms, la sveglia e i servizi operatore, e, perchè no, uno schermo veramente ampio per gli standard del tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il fratello minore di questo dispositivo implementò inoltre la navigazione &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wireless_Application_Protocol"&gt;Wap&lt;/a&gt;, dando la possibilità agli utenti, di poter navigare in versioni adattare dei siti Web direttamente dal proprio telefonino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;A mio modesto parere, poi, le evoluzioni più importanti hanno trovato sempre luogo nella casa finlandese, dove appunto furono introdotti schermi a colori, tastiere slide, fotocamere “prestanti”, ma soprattutto &lt;a href="http://www.symbian.org/"&gt;Symbian OS&lt;/a&gt;!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Lui fu il vero protagonista degli anni compresi tra il 2002 e il 2007!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Questo sistema operativo fu implementato nel dispositivi Nokia ancora prima dell’acquisizione della Symbian da parte della società e donò un notevole vantaggio alla casa rispetto alla concorrenza, che ancora montava sistemi operativi semplici e poco prestanti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Con il nuovo Symbian, invece, si poteva navigare sul Wap con un’interfaccia gradevole, si potevano scorrere foto e video girati con il proprio telefono in modo molto gradevole, con una specie di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cover_Flow"&gt;Cover Flow&lt;/a&gt; e si potevano installare sul proprio dispositivo applicazioni di terzi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Questa fu la nascita del telefono cellulare per come lo intendiamo noi oggi: un dispositivo mobile grazie al quale possiamo dimenticare agende, appunti, postit e altro a favore della comodità di qualche click!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Parallelamente, però, solo poche altre case cercavano di ostacolare il monopolio Nokia, che con la &lt;a href="http://www.s60.com/s60/html/index.html"&gt;s60&lt;/a&gt; prima e la &lt;a href="http://www.nokia.it/telefoni_accessori/nseries"&gt;N Series&lt;/a&gt; poi, guadagnava terreno su tutte le altre case contendenti: &lt;a href="http://it.blackberry.com/"&gt;Blackberry&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.palm.com/it/it/"&gt;Palm&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Esse montavano già dei sistemi operativi più avanzati rispetto agli altri e, nel particolare, Palm montava una versione di Windows creata ad hoc: &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Windows_Mobile"&gt;Windows Mobile&lt;/a&gt;!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Se però gli innumerevoli modelli di telefoni continuavano a susseguirsi, si arrivò, attorno alla fine del 2006 ad un periodo di stallo, durante il quale il mercato non sapeva più bene cosa proporre: ormai era stata implementata la videochiamata, si poteva vedere la televisione e si potevano scrivere email, nonchè navigare con una certa comodità sul web.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Così, a giugno del 2007 fece il suo ingresso sul mercato statunitense colui che sembra aver cambiato le sorti della telefonia: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IPhone_(famiglia)"&gt;iPhone&lt;/a&gt;!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sebbene le sue caratteristiche fossero molto discutibili (io stesso ero scettico riguardo a quello che poi sarebbe diventato il sostituto del mio fido Nokia n95), negli Stati Uniti ci fu un vero boom per il nuovo arrivato in casa &lt;a href="http://www.apple.com/"&gt;Apple&lt;/a&gt;!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;E’ iniziata una vera tendenza, che ha causato la nascita di veri e propri business paralleli al prodotto!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;iPhone, inizialmente disponibile solo negli USA, fu dopo poco sbloccato da un hacker italiano, volenteroso di possedere un telefono marchiato dalla casa di Cupertino. Questo piccolo e insignificante dettaglio fu l’inizio di un circolo vizioso che ancora oggi spinge decine di hacker nella loro lotta contro la “chiusura” di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IOS_(Apple)"&gt;iOS&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Dicevamo che, sebbene le caratteristiche di iPhone fossero discutibili, fu proprio il sistema operativo che esso montava a renderlo uno dei prodotti più amati al mondo!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;In questo scarno antenato del famoso iOS 4, erano presenti poche applicazioni, non se ne potevano installare altre oltre a quelle presenti di default e il dispositivo era (teoricamente) utilizzabile solo negli Stati Uniti. Un bel problema per Apple! Se non fosse che appunto, hacker molto in gamba, diedero vita ad un vero e proprio AppStore chiamato Installer!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Installer era in sostanza un piccolo programmino che era possibile installare tramite il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jailbreak_(informatica)"&gt;jailbreak&lt;/a&gt;, ovvero la modifica di alcuni file di sistema che rendeva possibile l’installazione di applicazioni di terzi su quello che era un prodotto destinato quasi ed esclusivamente a imprenditori e affaristi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Invece &lt;a href="http://www.apple-blog.info/come-sbloccare-iphone-con-firmware-114-usando-ziphone-e-installer/"&gt;Installer&lt;/a&gt; prima e &lt;a href="http://cydia.saurik.com/"&gt;Cydia&lt;/a&gt; poi (dal firmware 2.0) diedero la possibilità, tramite dei piccoli tools, alla gente di personalizzare il proprio iPhone come desideravano: sbloccando il bluetooth, rendendo possibile la registrazione di video su iPhone 2G, ecc.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Così nel giugno 2008 Apple presentò il nuovo iPhone 3G, con modulo 3G, assente nel primo modello, e &lt;a href="http://www.apple.com/it/iphone/apps-for-iphone/"&gt;AppStore&lt;/a&gt;, l’innovazione dell’anno che introdusse la possibilità di creare applicazioni e giochi da poter rivendere in questo mercato elettronico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Facciamo però un passo indietro: a fine 2007 fu presentato un altro grande sistema operativo per telefonia mobile: &lt;a href="http://www.android.com/"&gt;Android&lt;/a&gt;!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Questo OS, presentato da Google, fu inizialmente sviluppato da una casa, per l’appunto Android Inc., in seguito acquisita da Google stessa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il nuovo sistema operativo mobile di Google, a differenza di quello di Apple, è però presente in molti dispositivi, di marche e caratteristiche differenti, il che fa dubitare molti delle sue capacità, paragonandolo al sistema operativo Windows di Microsoft.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Se dunque Android inizialmente non sembrava offrire grandi possibilità, così come quello che poi assumerà il nome di iOS, ecco che con l’avvento di &lt;a href="http://gizmodo.com/5543853/what-is-froyo"&gt;Froyo&lt;/a&gt;, la versione 2.0, esso sembra aver raggiunto una maturità simile a quella di iOS 2.x.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;A favore di Android sicuramente troviamo la libertà: una caratteristica a cui qualcuno proprio non sa rinunciare! Questo sistema operativo rende possibile all’incirca quello che vogliamo: quello che basta fare è sviluppare un’applicazione apposita o un tool per rendere realtà la nostra idea.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il vero boom di Android è dunque avvenuto nel corso del 2009 e nel 2010, quando è stato implementato anche in tablet del calibro del &lt;a href="http://galaxytab.samsungmobile.com/"&gt;Samsung Galaxy Tab&lt;/a&gt;, un sensazionale Tablet da 7” che permette di telefonare, ascoltare musica, scattare foto e molto altro, tutto in un solo dispositivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Se però per Android e iOS sembra andare tutto così bene, dall’avvento di iPhone, Symbian ha visto calare le sue quote poichè i sistemi operativi creati per i dispositivi Nokia avevano perso l’intuitività e la semplicità di un tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Lo stesso è accaduto per Windows Mobile, trascurato a causa nel più innovativo e migliore Android, che con la versione &lt;a href="http://www.ossblog.it/post/6395/android-30-gingerbread-nuova-interfaccia-utente"&gt;Gingerbread&lt;/a&gt; (3.0) sembra imporre ancora più fiducia in quelle case che vogliono adottarlo come sistema operativo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Microsoft non si è però data per persa e sta portando avanti un nuovo progetto, che ha visto il lancio sul mercato del nuovo &lt;a href="http://www.microsoft.com/windowsphone/it-it/default.aspx"&gt;Windows Phone 7&lt;/a&gt;, con grafica completamente rinnovata e che punta molto al design.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Devo dire che sinceramente non trovo, però, questo sistema operativo molto intuitivo e facile quanto Android e l’ormai amatissimo iOS, nella sua versione 4.x.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Mettendo a confronto questi sistemi operativi mobili, si notano lacune e pregi in ognuno: chi necessita della funzione copia/incolla, chi presume che qualcuno necessiti di imporre meno regole sull’accettazione delle applicazioni nel proprio store, e chi, invece, deve semplicemente cercare una caratteristica propria caratterizzante (scusate il gioco di parole).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sono però presenti tutti i presupposti per un futuro durante il quale il telefono cellulare, e lo smartphone in particolare, non sarà più semplicemente uno strumento dedito alla semplice telefonata, bensì un compagno che, tramite servizi quali il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing"&gt;cloud computing&lt;/a&gt;, sistemi operativi avanzati e un tocco di innovazione, tenderà ad essere sempre più indispensabile in un mondo nel quale tutto spinge verso internet e verso la condivisione veloce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-8194520411695372292?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/8194520411695372292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/jacopo-famularo-smarphones-passato-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/8194520411695372292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/8194520411695372292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/jacopo-famularo-smarphones-passato-e.html' title='Jacopo Famularo - Smarphones: passato e presente... e futuro?'/><author><name>Jacopo Famularo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16238423678719795424</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_mKmdOW0cVEs/S3wnuywe6eI/AAAAAAAAAAM/_tlaq5lDyDY/S220/IMG_0231.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKmdOW0cVEs/TQPJ2t1DwRI/AAAAAAAAABE/LEFQ50lDPBk/s72-c/iphone-4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-7032080621553976537</id><published>2010-12-09T18:18:00.011+01:00</published><updated>2010-12-09T19:43:31.847+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='realtà aumentata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='book-e'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='codici QR'/><title type='text'>Adriano Parracciani - un 2011 QuRioso</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://commondatastorage.googleapis.com/static.panoramio.com/photos/original/44806950.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 244px; height: 244px;" src="http://commondatastorage.googleapis.com/static.panoramio.com/photos/original/44806950.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La domanda posta è: quali scenari digitali prenderanno forma il prossimo anno? Non essendo sicuro della risposta ho fatto un giretto con la DeLorean dalle parti del 2011, ed ora che sono appena tornato dal futuro prossimo posso raccontarvi cosa ho visto. Anzi, mi soffermerò in particolare su una delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cosedigitali&lt;/span&gt; venute a galla: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i codici QR&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel 2011, nelle librerie iniziavano a vedersi i primi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;book-e&lt;/span&gt;, libri cartacei che grazie ai codici QR permettono di accedere a contenuti digitali dal proprio cellulare. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Si inquadra, si scatta, si accede ad internet e si visiona il contenuto multimediale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho visto una ragazza comprare&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=OE5Ch4NnVu0&amp;amp;feature=player_embedded"&gt;il giro del mondo in ottanta giorni&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; di Jules Verne, si è seduta al bar ed ha iniziato a leggerlo; dopo qualche pagina l'ho vista prendere lo smartphone, inquadrare un piccolo codice stampato di fianco al testo, scattare l'immagine  e godersi un breve video che illustrava i luoghi del viaggio di Phileas Fogg e Passepartout.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho notato che molti manifesti pubblicitari sparsi per la città  avevano inclusi questi codici QR, a volte anche di grandi dimensioni, e non poche persone si fermavano per scattarli con il cellulare. Una di loro ha esultato perché dopo lo scan del QR aveva ricevuto un buono sconto del 15%.&lt;br /&gt;Dall'altro lato della strada un signore fermo all'edicola stava scattando un QR per scaricare sul cellulare i nuovi sudoku della settimana.&lt;br /&gt;Nei quotidiani molte pagine riportavano questi codici bidimensionali a fianco degli articoli e potevi vedere sempre più persone intente a fare lo scanning per accedere al contenuto.&lt;br /&gt;Un ristorante aveva messo all'entrata un codice QR che dava il menù del giorno aggiornato con tanto di prezzo; e in alcuni cinema era possibile prenotare scattando un QR stampato sulla locandina. Nelle catene di distribuzione era possibile avere informazioni aggiuntive su alcuni prodotti, tra cui i commenti degli utenti o le recensioni tecniche di specialisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma in quel 2011 i QR iniziavano a diffondersi a macchia d'olio un po' ovunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo al presente. I codici QR benché tecnologia matura nel settore del tracciamento delle merci (soprattutto nel sol levante), potrebbero riprendere nuova vita e nuova sostanza in molti altri settori ad esempio&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; come interfaccia di comunicazione per il marketing, o nei sistemi di infotainment, nei role games, e nei mobile payment&lt;/span&gt;. Sono gia tantissimi i casi applicativi in questi settorei dove l’uso seppur pioneristico dei QR si sta  diffondendo.&lt;br /&gt;Si va dalle campagne pubblicitarie di grandi marchi del lusso e del beverage, ai sistemi di prenotazione di videogiochi o di ingressi al cinema. La catena di caffetterie Starbucks, ad esempio, sta adottando &lt;a href="http://mashable.com/2010/10/24/starbucks-card-mobile-new-york/"&gt;un sistema di pagamento basato su un QR&lt;/a&gt; caricato sul proprio cellulare; in questo modo si evita ache di dover stampare ticket o fidelity card.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel settore dell’education l’uso di questi codici potrebbe abilitare e agevolare modalità di accesso alla conoscenza non solo più innovative ma anche più accattivanti soprattutto per i più giovani. Si pensi ad esempio a manuali, guide e libri di testo che permettano di accedere a filmati, interviste, mappe, a contenuti multimediali dinamici tra cui anche quelli prodotti dagli studenti stessi (gli UGC di cui ha parlato &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Emanuela Zaccone&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’integrazione tra il cartaceo ed il digitale&lt;/span&gt; è sicuramente un motore fondamentale per il successo di questi codici, anche perché rappresenta una diversa idea di evoluzione del libro, che oltre a quella degli ebook potrebbe avere un suo valore ed un suo impatto nel breve-medio periodo.&lt;br /&gt;Ma non ci si ferma all'integrazione cartaceo-digitale. Altrettanto importante è l’uso che di questi codici se ne può fare ad esempio nelle città, nei parchi pubblici. Come è stato fatto a New York con il progetto &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=7OCyfV_k2_g&amp;amp;feature=player_embedded"&gt;Turning New York's Central park in an interactive board games&lt;/a&gt;  dove è possibile vivere i parchi cittadini in nuova esperienza ludica-culturale interattiva. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I parkcodes sono sparsi qua e la per i sentieri e per i luoghi del parco, e permettono di accedere a contenuti aggiuntivi;&lt;/span&gt; ad esempio vedere la scena di un film girata nello stesso luogo dove ci si trova, oppure ascoltare un concerto realizzato il mese precedente, o magari vedere com'era quella particolare inquadratura cento anni prima. E poi storie, aneddoti, dati storici, approfondimenti sulla flora e sulla fauna, senza sistemi elettronici da installare e manutenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi codici bidimensionali da cui sta nascendo anche una nuova forma di arte, rappresentano un sistema a basso costo per l'introduzione della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;realtà aumentata&lt;/span&gt;, portando elementi digitali aggiuntivi alla nostra esperienza analogica quotidiana&lt;br /&gt;I codici QR possono essere facili abilitatori dei processi di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;narrowmarketing&lt;/span&gt; di cui parla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Simone Corami&lt;/span&gt;, cogliendo a pieno il paradigma di questa invisibile rivoluzione antropologica che sta creando il web. La narrazione è il nuovo quanto antico modello di accesso alla conoscenza ed alla socialità che si sta affermando, e l'uso diffuso ma intelligente dei QR lo può appunto facilitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Allora, i QR avranno successo?&lt;/span&gt; Forse si, perché la tecnologia è a basso costo è si basa sul semplice uso del sistema di comunicazione più diffuso al mondo: il cellulare.&lt;br /&gt;Ma potrebbero anche non avere alcun successo se non utilizzati a dovere e non divulgati a dovere. Come sta accadendo su alcune riviste, o si alcuni libri che riportano dei codici praticamente illeggibili. Se queste tecnologie non funzionano subito quando vengono introdotte, sono velocemente abbandonate, e non perché inapplicabili ma per mancanza di capacità, di professionalità e di competenza da parte di coloro che se ne dotano in maniera superficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione, nel viaggio dentro il 2011 ho visto un affermarsi dei codici QR  che incominciavano a vedersi un po’ ovunque. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Attenzione però: &lt;/span&gt;sapete che la DeLorean ogni tanto ha dei problemi con il flusso canalizzatore e quindi potrei anche essere finito in un 2011 parallelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;!80309&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-7032080621553976537?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/7032080621553976537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/adriano-parracciani-un-2011-qurioso.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/7032080621553976537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/7032080621553976537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/adriano-parracciani-un-2011-qurioso.html' title='Adriano Parracciani - un 2011 QuRioso'/><author><name>adriano parracciani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-NsS1G_557So/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAQQ/17PXBPypJyQ/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-3719251879393911657</id><published>2010-12-09T11:37:00.016+01:00</published><updated>2010-12-13T01:13:50.403+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='futuro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='televisione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='telco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tv'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='media'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='google'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Apple'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='youtube'/><title type='text'>Antonio Pavolini - Il futuro di quella che chiamavamo, semplicemente, televisione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_LTp7qI6Xpdw/TQVkRW-Xq7I/AAAAAAAAACM/6O2fv5Wjpuo/s1600/web_television.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 210px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_LTp7qI6Xpdw/TQVkRW-Xq7I/AAAAAAAAACM/6O2fv5Wjpuo/s320/web_television.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549952365191736242" /&gt;&lt;/a&gt;Nessun tema come "il futuro della TV" ha visto accavallarsi, negli anni, le opinioni delle figure professionali più disparate. Tutti hanno una idea, più o meno "informata", su dove andrà a parare "la televisione" (perchè ancora viene chiamata così): tecnologi, futurologi, massmediologi, socio-antropologi, attori, autori, conduttori televisivi, produttori di hardware, pubblicitari. Il problema di fondo è che per "televisione" ognuno intende una cosa diversa, quindi tutti possono parlare di tutto: dei "canali", dei "programmi", dei "televisori" in una grande rosticceria delle opinioni in cui ricorrono, puntualmente, alcuni miti come "il digitale", "l'interattività" e persino "le tre dimensioni".&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per quello che è il mio lavoro, penso di potermi collocare al di fuori da questo dibattito, perchè le domande che mi vengono normalmente poste prescindono da questi diversi approcci, e richiedono una risposta molto laica: "ci sono soldi nella 'nuova televisione'? se sì, quando arrivano? e dove saranno?". Bene, nel 2011 la risposta è molto semplice: soldi nella "nuova tv" - quella per intenderci che porta l'infinita ricchezza di contenuti del Web sullo schermo del salotto, superando le catene di distribuzione e i modelli di business attuali - non ce ne sono. Lo dicono i report e le previsioni dei principali analisti, e non v'è motivo di dubitarne.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma questa risposta apparentemente lapidaria nasconde varie sfumature. Intanto, anche se soldi a breve non se ne vedranno, in questa partita è opportuno che inizino a investire seriamente (e vedremo poi il perchè) i vari attori in gioco:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;i broadcasters tradizionali, spinti dalla necessità di rispondere ai nuovi trend di fruizione degli utenti, anche per diversificare la loro offerta&lt;/li&gt;&lt;li&gt;i produttori di elettronica di consumo, per i quali la "net-enabled tv" rappresenta una notevole leva commerciale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;gli operatori Over The Top-TV, che sono i principali portatori della nuova cultura di fruizione, e della potenzialmente infinita diversificazione dei contenuti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;gli operatori di telecomunicazioni, che possono mettere in campo alcuni asset preziosi e difficilmente duplicabili per la distribuzione e la monetizzazione di questi nuovi contenuti&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Nel 2011 una fascia finalmente significativa di utenti, non necessariamente per loro scelta, ma perchè si ritroveranno questi nuovi contenuti, in un modo o nell'altro,  sulla TV di casa, avranno un primo impatto con questa nuova esperienza televisiva, che non solo moltiplica a dismisura i contenuti (YouTube sulla TV, solo per citare l'applicazione più popolare, sarà dato per scontato) ma ne permette una fruizione nel rispetto dei tempi e delle modalità decise dal fruitore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel frattempo la tv tradizionale, lineare e vincolata dai palinsesti, non morirà affatto, ma dovrà iniziare a ragionare sul proprio ruolo "a tendere", che potrebbe essere quello di concentrarsi sugli eventi televisivi "aggreganti", vale a dire quelli che sono fruiti in modo condiviso e simultaneo, sia offline - ossia nell'ambiente domestico - sia online - ossia commentati in rete in tempo reale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel nuovo ecosistema televisivo "Net-enabled", invece, diventando i contenuti una risorsa infinita, sarà l'attenzione la vera risorsa scarsa sulla quale si concentrerà l'acme della battaglia. E a quel punto leve come la qualità dell'immagine, la continuità del servizio e l'efficacia della User Experience attraverso i vari device saranno punti di vantaggio per chi saprà garantirli. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inoltre sarà fondamentale saper cavalcare i trend di fruizione: non solo il passaggio dalla visione "Lean Forward" tipica del computer al "Lean Back" governato dal divano, ma anche l'importanza della leva della condivisione con gli amici: le persone non solo amano segnalare i contenuti più interessanti alla loro cerchia di conoscenza, ma amano anche fruire qualcosa di segnalato da un loro amico, che poi diventa un ulteriore argomento di conversazione e quindi di socialità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il mito della potenza dei motori di ricerca in questo ambito si sta rapidamente sgretolando. E non solo perchè tali motori di ricerca richiedono una continua interazione, nemica della fruizione rilassata. Ma soprattutto perchè nulla come la capacità di selezionare nell'"internet sea", tipica di una vera e propria redazione centralizzata (si veda a tal proposito il successo degli "staff picks" di Vimeo) o decentrata (le raccomandazioni dei friends) può davvero andare incontro ai nostri interessi: sapere cosa è il "Meglio per Tutti", il "Meglio per un certo tipo di persone", e infine cosa è "Meglio per Me". Il piacere, dunque, di imbattersi in questa personalizzazione spinta, finendo sorpresi dall'intelligenza dell'applicazione. Proprio come già accade - con profitto - nel mondo della musica grazie a servizi come Last.Fm, che imparano dai nostri "like" e dai nostri "skip".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma torniamo alla domanda iniziale: perchè, dato che i soldi nel 2011, e per qualche altro anno ancora, in questa nuova TV non ci sono, gli attori sopra menzionati dovrebbero compiere seri investimenti nell'assecondare questi trend e fornire fin da subito la migliore esperienza utente possibile? La risposta è semplice: perchè come molti altri "internet businesses" anche quello della Web TV sullo schermo del salotto potrebbe rivelarsi una di quelle killer application in cui c'è un solo vincitore. Qualcuno come Google in grado di monetizzare subito nel modo pià semplice (con AdSense, per esempio). Oppure un produttore Hardware come Apple capace di ritagliare un pezzo dell'"Internet Sea", e precisamente quello che non crea problemi d'uso per l'utente finale (Apple TV). Oppure un soggetto "Over The Top" integrale come &lt;a href="http://www.blip.tv/"&gt;Blip.tv&lt;/a&gt;, libero di riaggregare tutto ciò che è presente in rete facendo leva sulla creatività distribuita dei content owner indipendenti spinta alle estreme conseguenze, e pronto a remunerarla con servizi intelligenti di piattaforma. O magari un Telco, che a un certo punto potrebbe essere l'unico in grado di far funzionare tutto quanto, specie se l'esplosione del traffico video dovesse far emergere tutti i problemi tecnologici del caso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se solo uno vince, potrebbe essere non necessariamente perchè ha azzeccato la strategia definitiva, ma magari semplicemente perchè è stato in grado per primo di offrire sui due lati (utenti finali e content provider) una proposizione di valore sostenibile. A quel punto a questo soggetto sarebbe sufficiente occupare il centro del nuovo ecosistema e dettare le regole per tutte le altre parti in causa, e precisamente le regole che sono profittevoli soprattutto per lui. La chiave è superare il "Tipping Point", la massa critica di non ritorno. E' già successo: con iTunes, con Skype, e persino con alcuni standard del passato, non necessariamente i migliori su piazza (si pensi al VHS). E potrebbe succedere ancora. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;[immagine di &lt;a href="http://isolavirtuale.tumblr.com/"&gt;Isola Virtuale&lt;/a&gt;]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-3719251879393911657?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/3719251879393911657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/antonio-pavolini-il-futuro-di-quella.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/3719251879393911657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/3719251879393911657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/antonio-pavolini-il-futuro-di-quella.html' title='Antonio Pavolini - Il futuro di quella che chiamavamo, semplicemente, televisione'/><author><name>antoniocontent</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17216616885708499231</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://2.bp.blogspot.com/_LTp7qI6Xpdw/SMElOKhWeMI/AAAAAAAAAAM/34ugPOqN5Sw/S220/pav01.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_LTp7qI6Xpdw/TQVkRW-Xq7I/AAAAAAAAACM/6O2fv5Wjpuo/s72-c/web_television.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-4629203625631578861</id><published>2010-12-08T23:21:00.008+01:00</published><updated>2010-12-08T23:48:09.409+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storytelling'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lovemarks'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumatore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='social'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user generated contents'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marketing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='brand'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scenari digitali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='wikileaks'/><title type='text'>Simone Corami: Open Brand - La sfida del NarrowMarketing e le identità economiche Bottom Up</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.omlogic.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/social-media.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 336px; height: 258px;" src="http://www.omlogic.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/social-media.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;i&gt;Una Rivoluzione, né un media, né un canale&lt;/i&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Internet non è un media, non è un linguaggio e non è molto altre     cose. Ma è anche tutte queste insieme. E' una rivoluzione con     dimensione profonde: sociali, culturali, psicologiche e     antropologiche. Ed economiche. Viviamo sulla soglia del cambio di un     paradigma molto profondo, dove l'attenzione del mondo si rivolge     sempre di più alla rete. Nel bene e nel male. Perchè anche i forti     conservatorismi stanno puntanto sul mutamento tecnologico in atto.     In realtà la sola dimensione tecnologica non riesce a spiegare     questo enorme cambiamento, in atto ma ancora ben lontano dall'essere     concluso.&lt;br /&gt;Fondamentalmente l'attore principale di questa rivoluzione, di cui     il web 2.0 è un passaggio obbligato, ma non conclusivo, è un &lt;b&gt;noi&lt;/b&gt;.     &lt;i&gt;Una collettività non ordinata ma coordinata&lt;/i&gt;, che non si rifà     alla massa come negli scenari dell'epoca televisiva, bensì ad un     insieme di nodi, singolirità, gruppi, che si &lt;b&gt;relazionano&lt;/b&gt;     insieme per scambiare e condividere esperienze e creatività.&lt;br /&gt;Naturalmente anche&lt;b&gt; l'economia &lt;/b&gt;è coinvolta da questo     fenomeno, il termine &lt;i&gt;sharing&lt;/i&gt; è fortemente economico. Si     finanziano &lt;i&gt;startup&lt;/i&gt;, si scomette sulle idee, si ragiona sulla     sostenibilità dei business online. Ne consegue che il &lt;i&gt;marketing&lt;/i&gt;     è estremamente rinnovato nella sue parte dedicata ai social media,     ma anche in quella più tradizionale. A mio avviso però il     convolgimento economico non è così innovativo come certe indicazioni     sembrano rappresentare, la bolla della new-economy ne è stata una     dimostrazione. Con la fine del secolo precedente siamo usciti dalla     dicontomia capitalismo-socialismo, anche se si assiste ad un     fenomeno di ritorno di alcune idee di &lt;i&gt;comunitarismo&lt;/i&gt;,      accelerate nella loro diffusione dalla grande crisi finanziaria. &lt;i&gt;Però        la maggior parte delle aziende ragionano ancora nell'ottica del       capitale nella maniera più classica del termine&lt;/i&gt;. Nonostante le     aperture all'innovazione, che non riguardano la qualità e la     validità dei processi di produzione e sostenibilità, ma bensì gli     strumenti che fanno aumentare il saggio di profitto, aspirazione più     che legittima, sembriamo ancora chiusi in quell'antinomia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;i&gt;Una strada obbligata&lt;/i&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure la strada è segnata, obbligata. Il marketing ha capito prima     di tutti che l'utente è cambiato, tanto da abbandonare, almeno in     pubblico, il termine consumatore. Non si tratta di puro nominalismo.     Gli utenti sono più attenti  e soprattutto vogliono essere parte     attiva nei processi di costruzione delle identità aziendali e dei     prodotti stessi. Se è vero che le aziende si orientano al mondo     social e UGC, presto questa moltitudine reclamerà un diritto     fondamentale: la sua sostenibilità. Non è solo una questione di     remunerazione del lavoro creativo, ma di conciliare il brand, la sua     awareness ed equity, la online reputation con le aspettative degli     utenti. Non basterà sviluppare CRM in grado di dialogare sempre     meglio, ma rispondere a determinate esigenze, standard di qualità e     di responsabilità sociale di impresa. Ci saranno resistenze forti,     ma gli utenti chiederanno sempre di più la partecipazione nei     processi di scelta. Non basterà scrivere le &lt;i&gt;user experiences&lt;/i&gt;,     ma si dovra andare oltre. Il processo di costruzione di un brand     dovrà diventare&lt;i&gt; bottom up&lt;/i&gt;, dovrà venire dal basso. Le     ricadute saranno pesanti. E le resistenze anche. Ma pensate ad una     cosa, se la gente si fida delle opinioni dei blogger e le consulta     per scelte d'acquisto, cosa succederà quando tutta la costruzione di     un business, non nelle componenti economiche e finanziare subito, ma     identitarie saranno realizzate dal basso?&lt;br /&gt;Questo è un passaggio chiave: dallo&lt;i&gt; storytelling marketing&lt;/i&gt;,     l'impiego delle esperienze degli utenti, andremo all' &lt;b&gt;UNC Brand       Marketing&lt;/b&gt;. La &lt;b&gt;N&lt;/b&gt; è il cambiamento fondamentale e     riguarda ora un'avanguardia composta da leader ed early adopter, che     oramai è in possesso dei codici di narrazione, soprattutto social ed     audiovisivi. Quindi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;User Narrowcoder Content&lt;/span&gt;. Saranno loro i nuovi protagonisti non solo della rete     ma dei processi di costruzione dei brand. Se i blogger sono stati la     prima generazione di Narrowcoder, ora avanza una proposta molto più     importante.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Narrowmarketing&lt;/i&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo da un presupposto, per alcuni acquisito, per altri ancora     ragionevole e per il resto quasi sacrilego: &lt;i&gt;noi siamo le       piattaforme, noi siamo i social media, noi siamo le conversazioni&lt;/i&gt;.     Se per un giorno, ma anche una sola ora nessuno dei 500 milioni di     utenti pubblicasse e condividesse nè un link nè una notizia su     Facebook, o su Twitter, cosa succederebbe? Il più grande sciopero     mai realizzato porterebbe le aziende a capire una cosa fondamentale:     siamo disposti a rinunciare alla grafica, ai giochi, ma non alla     partecipazione.&lt;br /&gt;La disciplina che si occupa di questo processo di costruzione del     brand dal bass si può denominare &lt;b&gt;narrowmarketing&lt;/b&gt;. La     narrazione, antica quanto il mondo, diventa nuovamente centrale.     Perchè in questo processo avremo bisogno di un linguaggio comune che     possa trasmettere la conoscenza e la prassi, che possa stimolare le     dinamiche psico-sociali che si apriranno. Ci sono già esempi di     questo tipo, penso a quello che Fiat per la nuova 500, o quello che     fa Starbucks con i suoi utenti. Ma bisogna fare uno step successivo.     Riassumere tutte le tendenze alla personalizzazione e alla     considivisione per poi convogliarle in saperi comuni. Saperi che     diventino pratiche per tutti e che in maniera wiki vengano     consolidate e migliorate. Questa apertura non è la morte del     capitale, forse è l'inizio di un antidoto proprio alle fluttuazioni     e alle crisi dell'economia finanziaria, soprattutto presuppone uno     spostamento dell'asse del controllo da chi ha in mano il capitale     agli utenti. Ma perchè chi ha in mano le risorse dovrebbe aprirsi?     Oggi i brand sono investiti di responsabilità che prima non avevano,     sono visti come una nuova funzione all'interno del corpus sociale.     La crisi del post '900 ha lasciato le macerie delle vecchie agenzie     di socializzazione, un posto che, volenti o nolenti, nel bene e nel     male, è stato preso dai brand. Basti pensare ai &lt;i&gt;Lovemarks&lt;/i&gt;.     Se i marchi sono così investiti di relazioni, di processi e     sensibilità, ne consegue che hanno superato la loro fase di     rappresentanza di un ciclo produttivo. I brand sono degli utenti,     nonostante le aziende possano rivendicare la propria intellettuale.     Il caso della comunicazione Nestlè è un esempio lampante. Le azioni     di boicottaggio, che hanno seguito alla chiusura di comunicazione     della multinazionale alimentare, in seguito ad accuse di     sfruttamento eccessivo ed in maniera poco etica del territorio     africano, hanno procurato un calo di fatturato di quasi due punti     percentuali. Chi può permettarselo oggi? Nessuno. I brand     sopravviveranno se si diventeranno identità open, identità     partecipate.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt; Open Bran o Brand Partecipati&lt;/i&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Gli &lt;b&gt;Open Brand&lt;/b&gt;, o Brand Partecipati&lt;/i&gt;, sono un'altra     frontiera, che porterà la rivoluzione della rete ad uno step     successivo. Un processo che non vedrà gli utenti solo come profili     di social media, ma protagonisti anche dell'economia. Sarà un     processo graduale, ma allo stesso tempo chi deciderà di aprirsi non     potrà tornare indietro, pena la sua esclusione. Certamente si     commetteranno degli errori, ma se saranno condivisi, saranno     compresi e corretti. Chi non parteciperà a questo processo di     innovazione potrebbe addirittura trovarsi fuori dal gioco. Il     racconto dei brand diventerà patrimonio comune e non solo in mano ai     consigli di amministrazione, il che potrebbe portare allo sviluppo     di nuove forme di proprietà, ma sono scenari in cui ancora     preferisco non avventurarmi. Quello che sappiamo oggi però è che il     rispetto, l'etica e la trasparenza, saranno i driver dello sviluppo     prossimo futuro, specialmente nell'economia. Occorre che cresca un     nuova coscienza da parte degli utenti, che non restino passivi e che     comprendono il loro potenziale. Occorre anche che le aziende     comprendano il passaggio in corso ed instaurino un rapporto     dialogico, di sharing decisionale con i loro utenti. Essendo un     processo garduale potremmo iniziare anche adesso, proprio in questo     momento. Faccio un esempio. Il caso Wikileaks è esploso, Paypal ha     deciso di bloccare l'account per la ricezione dei fondi che     sostengono il sito Wikileaks, anche Amazon ha deciso di oscurare il     sito. Ora mettiamo che io sono un'influecer di community e annuncio     che d'ora in poi chiuderò il mio account Paypal e mi rivolgerò ad un     operatore che sostiene i principi che propugna anche Wikileaks. Dal     mio blog e dai miei profili social parte la notizia. Ma non mi     basta. Decido di fare una campagna, con pochissimi mezzi ma crea     viralità. La lancio sul blog, su FB, Twitter e Youtube. La campagna     si diffonde e ben presto nel mondo raduno diecimila persone, sapete     che possiamo arrivare a molto di più. Siamo a 10.000 persone che     mediamente fanno transare circa 100 € all'anno sui loro account     Paypal, ma potrebbe essere anche un player dell'industria     tecnologica, una telco, o un fornitore di energia, allora la spesa     sarebbe molto più alta. Siamo almeno ad 1.000.000 di €. Secondo voi     quanto ci vorrà perchè un'altra azienda, che magari ha già empatia     con i tempi dell'etica, della trasparenza e della libertà della     rete, mi contatti e mi dica:"Ok, venite con noi"? Siamo così passati     da una pratica ostile come il boicottaggio ad un sistema in cui il     potere collettiva ingaggia una proposta verso un altro player.     Questo è un primo passo di Open Brand o Bottom-up Brand, la capacità degli utenti non solo di influenzare i processi di consumo, ma di costruzione delle nuove identità economiche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-4629203625631578861?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/4629203625631578861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/bottom-up-brand-la-sfida-del.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/4629203625631578861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/4629203625631578861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/bottom-up-brand-la-sfida-del.html' title='Simone Corami: Open Brand - La sfida del NarrowMarketing e le identità economiche Bottom Up'/><author><name>simone corami</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11511872979201375520</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-3312578235120312544</id><published>2010-12-07T09:00:00.000+01:00</published><updated>2010-12-07T07:05:56.957+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Web'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture partecipative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fandom'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user generated contents'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='moviecamp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='UGC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='barcamp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interazione'/><title type='text'>Emanuela Zaccone - User Generated Web (encore)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_aIUX-W52w78/TP3OABNA-zI/AAAAAAAAACs/8Yoi2eRG4cc/s1600/MenWorld.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 264px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_aIUX-W52w78/TP3OABNA-zI/AAAAAAAAACs/8Yoi2eRG4cc/s320/MenWorld.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547816815708666674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="p1" style="text-align: left;"&gt;&lt;meta charset="utf-8"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 17px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Chi mi conosce sa che credo fermamente nel valore delle &lt;b&gt;culture partecipative e del Web&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;La Rete sta acquisendo una forza che probabilmente non è stata prima di nessun mezzo. Per quanto la stampa a caratteri mobili abbia consentito di elevare la diffusione dei volumi e la televisione, o ancor prima la radio, arrivassero nelle case di chi li possedeva, è il Web il vero &lt;b&gt;mezzo a portata di tutti&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Fin qui nulla di nuovo. Era solo giusto essere chiari, perché purtroppo c'è ancora chi liquida la questione dell'online come una sorta di parco giochi/perdita di tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;In questo contesto la parola magica a cui penso è "&lt;b&gt;user engagement&lt;/b&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Qualcosa di &lt;b&gt;più del semplice coinvolgimento&lt;/b&gt;: la chiave di un &lt;b&gt;rapporto biunivoco con gli utenti&lt;/b&gt;, il punto di&lt;b&gt;incontro tra produzioni top-down e bottom-up&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Una forza che è più dell'unione delle singole potenzialità, che &lt;b&gt;ridefinisce il panorama circostante&lt;/b&gt;. Velocemente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Non servono più permessi per prendere la parola: bisogna solo farsi ascoltare ed in tal senso la potenza dell'intelligenza collettiva è la chiave che muove il Web partecipativo e gli &lt;b&gt;user generated contents&lt;/b&gt; ne costituiscono le coordinate e la ricchezza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Il 2010 è stato, tra le altre cose, l'anno di &lt;b&gt;Wikileaks&lt;/b&gt; e quello dell'uscita di &lt;b&gt;iPad&lt;/b&gt; e vari altri tablets, cioè l'anno in cui l'informazione ha iniziato a scorrere attraverso inediti canali e i devices si sono fatti ancor più piccoli e leggeri per seguirci ovunque scommettendo sull'informazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;In realtà, la maggiore mole informativa è costruita dal &lt;b&gt;buzz generato dagli utenti&lt;/b&gt;, dal numero globale dei loro blog post e commenti sui social networks, dai tweets lanciati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Sono aumentate le proteste via Twitter e le discussioni hanno continuato ad accrescere il bacino di partecipazione online.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Non si è fermata l'inarrestabile corsa dei social networks.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;In questo senso lo scenario digitale che vedo per il 2011 ruoterà ancora intorno ai social media e a players come Facebook in particolare, ma soprattutto &lt;b&gt;è la centralità dell'utente che si imporrà in modo ancor più preponderante&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Il mio focus principale sono gli &lt;b&gt;audiovisivi&lt;/b&gt;: trovo infatti che alcune dinamiche che coinvolgono cinema e serie TV siano particolarmente &lt;b&gt;indicative di più ampi movimenti &lt;/b&gt;che riguardano il Web.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Un tempo la &lt;b&gt;supply chain&lt;/b&gt; era piuttosto chiara: avevamo la fase di ideazione - produzione - distribuzione, dall'altra parte - al di fuori di questa catena - il consumatore finale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Oggi, invece, si è andata gradualmente affermando non solo la figura di un &lt;b&gt;utente esperto&lt;/b&gt; di social media (spesso anche più dei players tradizionali) ma soprattutto quella di un &lt;b&gt;utente che parla con altri utenti e che ricopre ben più di un ruolo&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Non più il semplice, passivo destinatario del lavoro di altri, ma un utente che diventa produttore grazie al&lt;b&gt;crowdfounding&lt;/b&gt; (Indie GoGo, Lynch Project Free) o ai &lt;b&gt;progetti di creazione collettiva&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Life in a Day&lt;/i&gt;), che arriva a modificare i piani di distribuzione di una pellicola solo perché ha avuto l'opportunità di chiedere delle&lt;b&gt;preview on demand&lt;/b&gt; (aiutando così i distributori nella difficile e costosa operazione di segmentazione del pubblico), o che preferisce ricostruire in altro modo prodotti già esistenti (è il caso dei &lt;b&gt;mash-up&lt;/b&gt; e degli&lt;b&gt;open/remix movies&lt;/b&gt;), a volte sfruttandone solo il "motore esterno" (come fanno i &lt;b&gt;machinima&lt;/b&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Si tratta comunque di casi - di cui ho abbondantemente parlato oltre che su &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.ninjamarketing.it/author/emanuela-zaccone/" style="font-weight: bold; "&gt;NinjaMarketing&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; anche su&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.moviecamp.it/generale/aspettando-moviecamp-il-cinema-a-misura-di-noi-barcamp-user-generated-movies-e-archivi-personali-2.html" style="font-weight: bold; "&gt;MovieCamp&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (in particolare durante i barcamp organizzati negli ultimi mesi) - che, pur acquisendo oggi una maggiore visibilità, sono in realtà parte di un ecosistema che è ormai ha preso piedi già da un po' di anni, grazie alle pratiche di &lt;b&gt;fandom&lt;/b&gt; che, oggi, sono più diffuse e stanno diventando davvero la modalità di interazione online.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Sul Web, in altre parole, &lt;b&gt;si perde la classica divisione tra creazioni dall'alto e dal basso a vantaggio dell'affermazione di un "middle",&lt;/b&gt; una sorta di terreno di incontro di istanze che ben trova la sua concretizzazione nelle pratiche di co-creazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Penso a &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.ninjamarketing.it/2010/11/23/tim-burtn-e-cadavre-esquis-una-user-generated-story-via-twitter/stainboy/" style="font-weight: bold; "&gt;Cadavre Esquis di Tim Burton&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (nonostante non rappresenti una grande novità: basti pensare a&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.ninjamarketing.it/2009/10/30/youropera-e-tweetstreet-perche-non-si-puo-non-amare-internet/" style="font-weight: bold; "&gt;YourOpera&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;), o ai casi addirittura di "delega poduttiva" (il &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.ninjamarketing.it/2010/05/24/lost-celebra-i-suoi-fan-per-il-gran-finale-tra-user-generated-contents-crowdsourcing-e-intelligenza-collettiva/" style="font-weight: bold; "&gt;promo finale di &lt;i&gt;Lost&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;b&gt;Non c'è Web senza partecipazione&lt;/b&gt;: i social networks stessi non avrebbero senso. Per non parlare di tutti gli strumenti di geolocal e della "raccolta badges" che tanto appassiona gli utenti".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Quali sono i players del 2011? Noi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p2" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; min-height: 14px; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Un auspicio ed un augurio, almeno per gli audiovisivi: che il Web continui ad essere sempre più user generated centred. Come amo dire, parafrasando l'ormai celebre primo principio del Cluetrain Manifesto: "&lt;b&gt;Gli audivosivi sono conversazioni&lt;/b&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Emanuela Zaccone sta terminando un Dottorato di Ricerca su audiovisivi, user engagement e social network marketing all'Università di Bologna. Si occupa di ricerca su video virali e brand engagement per Telecom Italia Lab.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Online Emanuela lavora principalmente come community manager e social media strategist ed è responsabile della sezione Social Media su NinjaMarketing.it.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="p1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Infine è columnist e speaker presso MovieCamp.it&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-3312578235120312544?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/3312578235120312544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/emanuela-zaccone-user-generated-web.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/3312578235120312544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/3312578235120312544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/emanuela-zaccone-user-generated-web.html' title='Emanuela Zaccone - User Generated Web (encore)'/><author><name>Emanuela Zaccone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15124962663765406218</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_aIUX-W52w78/TPddGw1qJFI/AAAAAAAAACI/nngIvTyjnic/S220/Profilo2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_aIUX-W52w78/TP3OABNA-zI/AAAAAAAAACs/8Yoi2eRG4cc/s72-c/MenWorld.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-5702313682762215488</id><published>2010-12-06T10:21:00.000+01:00</published><updated>2010-12-06T10:36:15.950+01:00</updated><title type='text'>Ivan Grossi - L'ARCA DIGITALE DELLA CULTURA ITALIANA</title><content type='html'>L'Arca Digitale della Cultura Italiana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il contesto in cui si vuole intervenire&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La cultura italiana, analogamente alle tante altre culture minoritarie – nell’accezione che sono condivise da un numero di individui esiguo rispetto quelle che possono contare su centinaia di milioni se non miliardi di individui – , trarrebbe notevole forza per far giungere alle nuove generazioni il proprio bagaglio identitario se fosse messa in grado di “salpare sul mare di Internet” con la stiva piena di oggetti culturali in formato digitale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Quest’ ”arca digitale” avrebbe il grande merito di rendere accessibili anche attraverso &lt;?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Rete"&gt;la Rete&lt;/st1:PersonName&gt; tutte le forme in cui si esprime la nostra cultura e potrebbe raggiungere anche coloro che non vivono più in questo Paese ma ne sentono ancora il forte legame. Si sta parlando degli italiani di prima, seconda e terza generazione (se non di quarta) che ancora conservano, spesso attraverso forme linguistiche cristallizzate e riti non più praticati in patria, quel legame con il Belpaese da cui i loro antenati provengono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;La valenza, tuttavia, dell’arca digitale non è apprezzata solo da queste esigue – numericamente parlando – culture ma anche da quelle ben più numerose e ricche (non solo di cultura). Si sta parlando degli Stati Uniti e dell’Unione Europea che attraverso &lt;st1:personname st="on" productid="la Library"&gt;la Library&lt;/st1:PersonName&gt; of Congress, il primo già dal 1966, ed il progetto Europeana, avviato solo negli anni scorsi, il secondo - per citare solo i due più rilevanti – i quali hanno deciso di portare i rispettivi patrimoni culturali sulla Rete. Questi progetti, tuttavia, si "limitano" alla sfera delle culture ufficiali (più completo quello statunitense perché coinvolge anche gli archivi di stato), tralasciando tuttavia entrambi le culture popolari e non realizzando un processo osmotico fra il presente ed il passato per darlo in eredità al futuro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Manca tuttavia una visione di sistema che permetta ad ogni forma di cultura di essere tramandata alle future generazioni. Si potrebbe obiettare che anche la cultura, o meglio le diverse espressioni di fenomeni culturali, ubbidiscono alle leggi darwiniane: chi ha la forza per sopravvivere arriva al domani, gli altri sono destinati a soccombere. Purtroppo finora le culture che sono state tramandate sono quelle dei vincitori, dei più forti militarmente ed economicamente e non necessariamente le migliori. Credo che il processo darwiniano non sia qui utilizzabile in quanto la valenza culturale di una lingua non dipenda solo da quante persone la parlino. Uno slogan, utilizzato dalla manifestazione Futurshow, riassume sinteticamente il problema: CHI NON C'E' NON CI SARA'.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;La “Vision”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Obiettivo generale: Creazione dell’Arca Digitale della cultura italiana e delle culture locali e determinazione delle condizioni per il suo permanente mantenimento ed aggiornamento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Obiettivi specifici&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;: Il progetto vuole favorire la creazione della memoria digitale della cultura italiana attraverso la realizzazione: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt 35.4pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;a) dell’archivio della memoria condivisa, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt 35.4pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;b) l’archivio dell’agorà,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt 35.4pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;c) l’archivio delle persone. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;I tre archivi non sono “logicamente” disgiunti ma rappresentano punti di accumulazione omogenei per le soluzioni tecnologiche necessarie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;L’archivio della memoria condivisa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Questo tipo di “memoria” è quello attualmente più accessibile attraverso la Rete grazie a progetti come quello della Library of Congress. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Nel primo archivio sarà disponibile (ed in parte già lo è) il sapere delle biblioteche, dei musei, delle fonoteche, degli archivi fotografici; gli archivi dei quotidiani e dei periodici anteriori ad una certa data; il materiale che attualmente approda agli Archivi di Stato; i programmi radiofonici e televisivi (per i quali non sia previsto o sia decaduto il copyright); il materiale degli Enti e delle Fondazioni private disponibili a condividere i documenti in loro possesso. Questo archivio ospiterà anche la versione dei libri (in forma digitale) di cui sono scaduti i diritti d’autore ed i testi orfani (almeno fino a quando non saranno più tali). L’archivio potrebbe contenere anche la versione crittata delle opere pubblicate in Italia (copie delle quali per legge devono essere depositate presso la Biblioteca Nazionale) accessibili solo dopo la scadenza del diritto d’autore; lo stesso dicasi per le opere cinematografiche, musicali e fotografiche e dei programmi televisivi e radiofonici che diventeranno accessibili dopo la scadenza del copyright.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;L’archivio dell’agorà&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;L’archivio dell’agorà conterrà invece&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;la traccia del vivere quotidiano: le leggi, le norme, i regolamenti, gli atti delle pubbliche amministrazioni, i documenti di enti, aziende e associazioni sia pubbliche sia private che vogliano rendere accessibili le loro informazioni; i quotidiani ed i periodici più’ recenti (ad esempio degli ultimi 5 anni). I notiziari radio e televisivi degli ultimi 5 anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;L’archivio delle persone&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;L’archivio delle persone, infine, permetterà a ciascun cittadino italiano o di origine italiana, ma anche studioso della nostra cultura ma non necessariamente italiano, di portare “il proprio granello di sabbia” sull’arca digitale &lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;attraverso le proprie memorie personali, le foto dell’album di famiglia, il lessico conservato nel corso degli anni. Attraverso un meccanismo di riconoscimento (il codice fiscale per i residenti, altro codice per i non residenti) verrà data la possibilità di far salire sull’Arca Digitale la propria storia personale, quella della propria famiglia, della propria comunità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;La Vision tecnologica&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Dal punto di vista tecnologico sarà necessario creare tre poli tecnologici, uno per ogni archivio, che abbiano soprattutto il compito di definire le metodologie e gli standard specifici e governi la creazione dell’archivio distribuito integrando quelli esistenti e supervisionando quelli da realizzare. Sarà necessario definire (meglio derivare da uno degli esistenti) un insieme di metadati che permetta di definire innanzitutto l’italianità dell’informazione cui si riferisce e l’archivio di riferimento ed a seguire tutti gli altri elementi (v. Dublin Core). Occorrerà adottare un insieme di metadati omogeneo per tutte le pubbliche amministrazioni (in analogia con quanto già da diversi anni adottato dai governi inglese ed australiano) e sollecitare la componente privata (aziende ed enti) a fare altrettanto. Occorrerà altresì permettere una ricerca orizzontale attraverso tutta la rete di archivi tramite protocolli del tipo Z32-xx e rendere disponibile un motore di ricerca ibrido (composto da una searching engine e da una directory) con disponibilità progressiva di un tesauro multilingue. Il tesauro multilingue permetterà anche a chi non conosce la lingua italiana di ricercare nell’archivio, ottenendo ovviamente documenti in italiano che poi potrebbe farsi tradurre da qualche “translation machine” o traduttore umano. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;I Beneficiari&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Si potrebbe rispondere, in forma sintetica, a questo quesito indicando come beneficiari tutti coloro che sono espressione della cultura italiana o hanno interessi culturali e/o professionali in questa cultura sia di oggi sia di domani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Più analiticamente, potremmo individuare diverse fasce di utilizzo, sia verticalmente sia orizzontalmente, in una griglia ideale di contenuti in cui non c’è un uso più nobile ed un uso meno nobile degli oggetti digitali, ma solo utilizzatori con interessi, sensibilità e bagagli culturali e professionali diversi. L’ordine che segue non è quindi una classifica ma solo un elenco dei potenziali beneficiari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: -18pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt 36pt; mso-list: l1 level1 lfo1" class="ParagrafoelencoCxSpPrimo"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Symbol; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore"&gt;        ·&lt;span style="FONT: 7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Ricercatori e studiosi sia delle università’ italiane sia di altre università in cui siano presenti dei dipartimenti di lingua e cultura italiane avranno accesso ad un vastissimo repertorio di documenti in formato digitale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 6pt 35.7pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo1" class="ParagrafoelencoCxSpMedio"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Symbol; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore"&gt;·&lt;span style="FONT: 7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Insegnanti e studenti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 6pt 35.7pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo1" class="ParagrafoelencoCxSpMedio"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Symbol; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore"&gt;·&lt;span style="FONT: 7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Editori, giornalisti, operatori culturali&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 6pt 35.7pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo1" class="ParagrafoelencoCxSpMedio"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Symbol; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore"&gt;·&lt;span style="FONT: 7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Enti, Imprese e professionisti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 6pt 35.7pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo1" class="ParagrafoelencoCxSpMedio"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Symbol; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore"&gt;·&lt;span style="FONT: 7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Associazioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 6pt 35.7pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo1" class="ParagrafoelencoCxSpUltimo"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Symbol; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore"&gt;·&lt;span style="FONT: 7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Cittadini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 6pt 35.7pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo1" class="ParagrafoelencoCxSpUltimo"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Competenze da mettere in gioco:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul style="MARGIN-TOP: 0cm" type="disc"&gt;&lt;li style="TEXT-INDENT: -18pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 36.0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Archivistiche&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-INDENT: -18pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 36.0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Biblioteconomiche&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-INDENT: -18pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 36.0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Antropologiche&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-INDENT: -18pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 36.0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Artistiche&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-INDENT: -18pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 36.0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Letterarie&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-INDENT: -18pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 36.0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Musicali&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-INDENT: -18pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 36.0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Informatiche&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-INDENT: -18pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 36.0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Disciplinari (validazione contenuti)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="TEXT-INDENT: -18pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 36.0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;………….&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;     &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;L’impatto economico&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 10pt"&gt;Dal punto di vista economico, l’iniziativa essendo del tipo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;endless&lt;/i&gt;, costituirebbe un bacino costante di assorbimento soprattutto di personale qualificato culturalmente e professionalmente. Offrirebbe a laureati di tutte le facoltà un possibile sbocco professionale, a tempo definito o indeterminato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-INDENT: 0cm; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-5702313682762215488?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/5702313682762215488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/ivan-grossi-larca-digitale-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/5702313682762215488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/5702313682762215488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/ivan-grossi-larca-digitale-della.html' title='Ivan Grossi - L&apos;ARCA DIGITALE DELLA CULTURA ITALIANA'/><author><name>Ivan Grossi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00686189125810515925</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_o-a9qnJ_qeg/TPymvx6R0wI/AAAAAAAAACo/Ha2dIXymKek/S220/GROSSI_IVAN_01300002.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-819535344571027089</id><published>2010-12-05T00:45:00.000+01:00</published><updated>2010-12-05T00:54:54.971+01:00</updated><title type='text'>Carlo Infante_Performing Media per l'Urban Experience</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_SN27xD3Hz_M/TPrUcCYCuKI/AAAAAAAAA5w/cARmvticX7U/s1600/OminoVerdeSolo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 301px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_SN27xD3Hz_M/TPrUcCYCuKI/AAAAAAAAA5w/cARmvticX7U/s320/OminoVerdeSolo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546979469199325346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Performing Media&lt;/strong&gt; non riguarda più solo la sperimentazione dei nuovi linguaggi performativi (espressa dai movimenti creativi del Novecento, come il Fluxus con l'happening, i situazionisti con le azioni psicogeografiche e la postavanguardia teatrale, in particolare nell’interazione tra scena e nuovi media, come il videoteatro e le cyber-performance) ma la progettazione di eventi attraverso piattaforme cross-media (radio, video, web, mobile) per l’interazione tra le reti e il territorio. &lt;br /&gt;L’attività di ricerca è quindi rivolta non solo al sistema culturale e a quello dei media ma alle peculiarità dei territori, con tutte le loro valenze, sia tradizionali sia d’innovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di rilanciare un uso sociale e creativo delle reti attraverso un particolare approccio di marketing strategico, la cosiddetta Innovazione Territoriale, innervato alle soluzioni più evolute dell'interaction design e del web 2.0.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Performing Media coniuga le poetiche e le politiche delle reti, intese come estensioni di una creatività sociale che sperimenta ed attua Società dell’Informazione, attraverso l'invenzione di nuovo spazio pubblico, esplicitando le potenzialità di auto-organizzazione del social network per progetti ludico-partecipativi, secondo la linea d'iniziativa dell'Urban Experience. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ambito che contempla azioni su più piani, dall'happening radioguidato ai progetti di urbanistica partecipativa, dalle esplorazioni random al social housing, dal marketing territoriale non-convenzionale all'innovazione sociale, dalle palestre di cittadinanza interattiva all'integrazione memoria-reti-territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La definizione dei format di Performing Media per l'Urban Experience &lt;a href="http://urbanexperience.ning.com/group/format"&gt;che segue (nel link), &lt;/a&gt;traccia un percorso che abbraccia qualche decennio di sperimentazioni, dal videoteatro all'interaction design.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una mappa di possibilità che si articola sul principio attivo di un'innovazione che parte dall'uso di neologismi che sottendono pratiche inedite, invenzioni di procedure, azioni e teorie che spostano in avanti sia i termini del linguaggio sia quelli di un comportamento creativo che delinea nuove forme di socialità all'interno di un mondo che sta cambiando velocemente e che necessita di nuove parole e nuove azioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-819535344571027089?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/819535344571027089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/carlo-infanteperforming-media-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/819535344571027089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/819535344571027089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/carlo-infanteperforming-media-per.html' title='Carlo Infante_Performing Media per l&apos;Urban Experience'/><author><name>carloi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01393700936981007456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-aCNxFWTuJ4U/TWK8hXMSjWI/AAAAAAAABC0/Ruz-Cp5j_JU/s220/xWEB_CA.09.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_SN27xD3Hz_M/TPrUcCYCuKI/AAAAAAAAA5w/cARmvticX7U/s72-c/OminoVerdeSolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-4793128276416595915</id><published>2010-12-03T14:08:00.000+01:00</published><updated>2010-12-03T14:32:26.545+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='futuro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='realtà totale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><title type='text'>Dario de Judicibus - Il futuro prossimo venturo che (forse) verrà</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_I7F_DfOH7OU/TPjxZer3zpI/AAAAAAAAAB4/lhm2wNmvz30/s1600/totalrealitysmall.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 244px; height: 163px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_I7F_DfOH7OU/TPjxZer3zpI/AAAAAAAAAB4/lhm2wNmvz30/s320/totalrealitysmall.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546448361142865554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Onestamente non ho mai creduto davvero nelle previsioni degli analisti sul futuro più o meno prossimo venturo. Il fatto è che, da una parte, ci sono alcune previsioni talmente scontate da essere del tutto inutili, come quella che nei prossimi anni vedremo, a parità di prezzo, aumentare significativamente le dimensioni della memoria nelle apparecchiature informatiche ed elettroniche in genere, oppure quella per la quale i sistemi di videocomunicazione fissi e mobili diventeranno sempre più comuni e alla portata di tutti; dall'altra, la nostra economia è talmente interconnessa ormai a livello globale che, come nella ormai datata metafora della farfalla e dell'uragano utilizzata in climatologia, un qualsiasi evento in qualche remota regione del pianeta può facilmente causare un tale effetto valanga anche nelle più solide e ricche economie del globo da vanificare qualsivoglia previsione, seppure fatta sulla base di analisi accurate da parte di esperti riconosciuti del settore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non farò quindi previsioni né farò affermazioni su come sarà il 2011 o qualsiasi anno a venire. Quello di cui invece voglio parlarvi è di come potrebbe essere, o meglio, di come la tecnologia che già abbiamo, potrebbe già fin da adesso permetterci di costruire un domani molto più futuristico di quanto possiamo pensare. Il punto è che la vera innovazione è in effetti nel volere innovare. Non sono le idee a mancare e neppure la tecnologia per realizzarle: spesso le prime ci sono da anni e la seconda la utilizziamo già, ma senza la volontà di realizzare qualcosa di nuovo o di usare in modo innovativo ciò che abbiamo oggi, "&lt;i&gt;innovazione&lt;/i&gt;" è solo un una bella parola, nulla di più.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Se proprio vogliamo fare una previsione, e per non smentirmi la catalogo fra quelle "facili", mi sento abbastanza tranquillo nell'affermare che come la capacità di elaborazione si è estesa rapidamente in questi ultimi anni da quell'oggetto per addetti ai lavori chiamato computer a qualsivoglia apparecchiatura elettronica, sia essa un televisore, un'automobile o una lavastoviglie, nei prossimi anni vedremo la stessa pervasività coinvolgere la rete, ovvero Internet. Non sto dicendo che navigheremo in rete guidando l'automobile, cosa peraltro un tantino pericolosa, quanto che metteremo in rete e in modo continuo qualsiasi oggetto che abbia un minimo di "&lt;i&gt;intelligenza&lt;/i&gt;", inclusa l'automobile o la lavastoviglie di cui sopra. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Tale connessione servirà a condividere dati secondo logiche specifiche, in modo da poter usufruire di servizi sempre più avanzati che ci possano guidare a prendere sempre le decisioni migliori, secondo un principio ormai consolidato in quella disciplina chiamata "&lt;i&gt;gestione della conoscenza&lt;/i&gt;" che ci dice che quello che è veramente importante è far sì che la persona giusta possa avere la conoscenza giusta al momento giusto per prendere la decisione migliore possibile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;In pratica si tratterà di scambiare grandi flussi formati da piccoli pacchetti di dati che aggiornino in continuazione ogni oggetto in modo automatico, ovvero senza bisogno di intervento umano. Ecco allora che il navigatore della macchina sarà immediatamente informato di un incidente appena avvenuto qualche chilometro più avanti perché sarà qualcuna delle stesse macchine coinvolte nell'incidente a fornire automaticamente l'informazione in rete, mentre la vostra lavastoviglie deciderà se sospendere il programma nel momento in cui avrete acceso il forno per fare l'arrosto se si accorgerà che rischiate che salti la corrente, dato che sa che in questo caso il pranzo ha la priorità sul bucato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Tutto questo non è fantascienza perché la tecnologia c'è già tutta e sono sempre di più le case che hanno una propria rete senza fili, anche se oggi la usiamo prevalentemente per navigare in rete con il portatile o con il cellulare; nulla impedisce tuttavia di collegarvi anche il televisore, la lavastoviglie, il forno e il frigorifero. Anche gli standard di comunicazione che permetteranno a queste varie periferiche di comunicare fra loro esistono già; quello che manca è la logica, ovvero cosa vogliamo far fare a queste apparecchiature e perché. L'innovazione è tutta lì, nel capire che un menù in un ristorante dovrebbe già sapere se ho delle intolleranze alimentari serie e non mi proporrà mai quindi un cibo che contiene ingredienti che mi possano far male, mentre il portone di casa si dovrebbe accorgere che sto uscendo senza prendere l'ombrello quando le previsioni danno rovesci estesi per tutto il pomeriggio e, quindi, dovrebbe avvertirmi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sciocchezze, dite? Certo un po' di pioggia non ha mai ucciso nessuno, ma uno shock anafilattico dovuto a un'intolleranza alimentare sì. Ci sono servizi e dati che possono fare la differenza fra la vita e la morte, altri che possono rappresentare una semplice comodità o farci risparmiare un po' di tempo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quindi, tornando la futuro, non so dirvi come sarà, ma se dovessi esprimere un desiderio direi che mi piacerebbe vedere le tecnologie che già abbiamo usate un po' meglio, magari per risparmiare energia, tempo e denaro, per salvaguardare l'ambiente e diffondere di più la cultura, per semplificarci la vita e permetterci di stare sempre più vicini alle persone che amiamo e agli amici. Insomma, una vita nella quale le macchine si prendono cura di noi per darci l'opportunità di rivalutare l'importanza delle relazioni umane — quelle fisiche, non quelle virtuali — che richiedono tempo e disponibilità, due risorse sempre più difficili da trovare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-4793128276416595915?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/4793128276416595915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/il-futuro-prossimo-venturo-che-forse.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/4793128276416595915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/4793128276416595915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/il-futuro-prossimo-venturo-che-forse.html' title='Dario de Judicibus - Il futuro prossimo venturo che (forse) verrà'/><author><name>Dario de Judicibus</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06680443366345782884</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.dejudicibus.it/blog/images/me71.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_I7F_DfOH7OU/TPjxZer3zpI/AAAAAAAAAB4/lhm2wNmvz30/s72-c/totalrealitysmall.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-2998275863220264021</id><published>2010-12-02T11:29:00.006+01:00</published><updated>2010-12-29T01:25:16.937+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scenari digitali'/><title type='text'>Tutti gli autori</title><content type='html'>Ecco i primi autori del progetto. Vuoi aggiungerti anche tu? Segui le &lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/11/scenari-digitali-2011.html"&gt;istruzioni&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesca Anzalone&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Furio Barzon&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ernesto Belisario&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;  Davide Bennato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Elìa Bellussi&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Barbara Bonaventura&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fabrizio Capobianco&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gabriele Cazzulini&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Arianna Chieli&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Roberto Ciacci &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Roberto Cipollini&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/bottom-up-brand-la-sfida-del.html"&gt;Simone Corami&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Massimo Cortinovis&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Cosenza &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/il-futuro-prossimo-venturo-che-forse.html"&gt;Dario de Judicibus&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gianluca Dettori&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Arturo Di Mascio&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Silvia Dini&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/jacopo-famularo-smarphones-passato-e.html"&gt;Jacopo Famularo&lt;/a&gt; - IUAV&lt;br /&gt;Patrizia Filippetti&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/francesco-gavello-quale-futuro-per-i.html"&gt;Francesco Gavello&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Elisabetta Gola - Università di Cagliari&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/ivan-grossi-larca-digitale-della.html"&gt;Ivan Grossi&lt;/a&gt; &amp;nbsp;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Paolo Iabichino&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/carlo-infanteperforming-media-per.html"&gt;Carlo Infante&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;Eugenio Iorio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Francesco Izzo &amp;nbsp;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giorgio Jannis&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fabio Lalli&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;Susanna Legrenzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mauro Magnani&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giorgio Marandola&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Flavia Marzano&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Luca Mascaro&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Massimo Melica - Studio Melica, Scandelin &amp;amp; Partners&lt;br /&gt;Salvo Mizzi&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/alessandro-nasini-il-valore-sara-nelle.html"&gt;Alessandro Nasini&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/adriano-parracciani-un-2011-qurioso.html"&gt;Adriano Parracciani&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Layla Pavone&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/antonio-pavolini-il-futuro-di-quella.html"&gt;Antonio Pavolini&lt;/a&gt; - Strategic Analyst, Media Sector - Telecom Italia&lt;br /&gt;Gabriele Persi - AREA Science Park - Trieste&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/macri-puricelli-dopo-wikileaks-il.html"&gt;Macri Puricelli&lt;/a&gt; - Giornalista&lt;br /&gt;Agostino Quadrino - Garamond&lt;br /&gt;Emanuele Quintarelli&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;- Enterprise 2.0 analyst&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/mauro-rubin-estendere-i-nostri-sensi.html"&gt;Mauro Rubin&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Stefano Saladino - Digital Experience Festival&lt;br /&gt;Gino Tocchetti&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Antonio Tombolini &amp;nbsp;- Simplicissimus&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/emanuela-zaccone-user-generated-web.html"&gt;Emanuela Zaccone&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Rachele Zinzocchi&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-2998275863220264021?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/2998275863220264021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/tutti-gli-autori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/2998275863220264021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/2998275863220264021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/12/tutti-gli-autori.html' title='Tutti gli autori'/><author><name>Maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/_ycoM9bBv_Ws/TFrAoEMzU-I/AAAAAAAAAJo/k9rG0OxK3ew/S220/idea.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5468366174779892492.post-1427039977912219262</id><published>2010-12-01T00:14:00.001+01:00</published><updated>2010-12-15T00:58:42.762+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scenari digitali'/><title type='text'>Scenari Digitali 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ycoM9bBv_Ws/TQgElBojFfI/AAAAAAAAANU/nYQtPGd8arM/s1600/logo_fb_200x600.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_ycoM9bBv_Ws/TQgElBojFfI/AAAAAAAAANU/nYQtPGd8arM/s1600/logo_fb_200x600.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Quali saranno le tendenze del 2011?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Cosa succederà nel mondo della comunicazione, del marketing 2.0 e delle tecnologie digitali?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Quali saranno i nuovi player e quali saranno esclusi?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Abbiamo chiesto a giornalisti, blogger, esperti del settore un parere, una previsione, un auspicio.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da gennaio 2011 i lavori migliori saranno &lt;b&gt;raccolti in una pubblicazione digitale distribuita gratuitamente&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iscriviti al &lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=183468067499"&gt;gruppo su Facebook&lt;/a&gt; per essere sempre aggiornato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo progetto fa parte di Scenari Digitali, una iniziativa costituita da una serie di incontri che svolgono all'Università &lt;a href="http://www.iuav.it/"&gt;IUAV di Venezia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Questa è la quarta edizione ed è la prima che è stata aperta ai contributi di blogger, giornalisti ed esperti del settore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I contributi più interessanti avranno l’occasione di essere invitati a tenere una lezione all’Università di Venezia e parteciperanno alla prossima edizione di IuavCamp (&lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=327341661848"&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=327341661848&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt;Vuoi contribuire a questo progetto?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Invia una email a &lt;a href="mailto:galluzzo@iuav.it"&gt;questo indirizzo&lt;/a&gt;&amp;nbsp;scrivendo nell'oggetto "&lt;b&gt;Scenari Digitali 2011&lt;/b&gt;" e indicando il titolo dell'intervento e qualche nota biografica. Ti manderemo l'invito a contribuire al tuo indirizzo di e-mail.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt;Note per gli autori&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il titolo del post dovrà essere obbligatoriamente Nome Cognome - Titolo (es. Mario Rossi - Il futuro della telefonia).&lt;br /&gt;Ogni post dovrà avere un'immagine in alto a sinistra (relativa al tema trattato o una foto dell'autore).&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le immagini non vanno allegate ma puoi usare un WebCode (&lt;a href="http://www.webcode.tv/"&gt;www.webcode.tv&lt;/a&gt;) e indicare nel testo l’immagine nel formato !numeroimmagine (le istruzioni le trovi qui: &lt;a href="http://webcodetv.blogspot.com/"&gt;http://webcodetv.blogspot.com/&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il blog è questo: &lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/"&gt;http://scenaridigitali2011.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il post con le istruzioni è questo: &lt;a href="http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/11/scenari-digitali-2011.html"&gt;http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/11/scenari-digitali-2011.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il gruppo su Facebook è questo: &lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=183468067499&amp;amp;ref=ts"&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=183468067499&amp;amp;ref=ts&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Hashtag: #scenaridigitali&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Si raccomanda di usare "inserisci intervallo" dopo le prime righe per non monopolizzare l'home page.&lt;br /&gt;Al termine del post dovrà essere indicato il nome cognome e una breve biografia (max 5 righe).&lt;br /&gt;I contenuti non potranno essere pubblicitari.&lt;br /&gt;I materiali dovranno essere pubblicati entro il 31.12.10 ma è ovviamente CONSIGLIATO farlo il più presto possibile.&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sarebbe utile avere il post pubblicato entro il 15 dicembre ma c'è tempo fino al 31.12 per aggiornarlo e modificarlo (magari anche con le discussioni che potranno avvenire). Si tratta di un work in progress e pertanto è bene uscire in beta, sentire i contributi di altri e chiudere la versione il 31.12&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nei primi giorni di gennaio verrà realizzato un ebook che sarà distribuito gratuitamente e prevediamo di realizzare anche una versione stampata e rilegata in print on demand.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Per aiutarci nella pubblicazione si richiede di inviare una copia dell'articolo in &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Plain_text"&gt;FORMATO TESTO&lt;/a&gt; al &lt;a href="mailto:galluzzo@iuav.it"&gt;nostro indirizzo&lt;/a&gt; indicando per esteso eventuali link.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci riserviamo di non pubblicare il materiale pervenuto se non aderente con lo schema di progetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5468366174779892492-1427039977912219262?l=scenaridigitali2011.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/feeds/1427039977912219262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/11/scenari-digitali-2011.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/1427039977912219262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5468366174779892492/posts/default/1427039977912219262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scenaridigitali2011.blogspot.com/2010/11/scenari-digitali-2011.html' title='Scenari Digitali 2011'/><author><name>Maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/_ycoM9bBv_Ws/TFrAoEMzU-I/AAAAAAAAAJo/k9rG0OxK3ew/S220/idea.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ycoM9bBv_Ws/TQgElBojFfI/AAAAAAAAANU/nYQtPGd8arM/s72-c/logo_fb_200x600.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
